Non posso immaginare un mondo senza Harley-Davidson

Carlo Portioli è l'esperto di moto e di cultura custom di Virgilio Motori

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

È notizia di qualche giorno fa che gli analisti di mercato vedono impossibile un’inversione di tendenza nel calo di vendite di Harley-Davidson. L’azienda sembra destinata a perdere lentamente ma inesorabilmente volumi e fatturato fino al fallimento, a causa di alcuni problemi strutturali di mercato, uno su tutti si può sintetizzare in: i suoi clienti fidelizzati invecchiano e non c’è un ricambio generazionale.

Da qui la scelta molto discussa di produrre modelli lontani dalla propria filosofia, per provare a prendere clienti nuovi in territori diversi. Potrà funzionare nel breve, dicono quelli che se ne intendono, ma il destino è segnato, la fine in fondo al lungo viale del tramonto è scritta.

Viene rabbia e tristezza solo a pensare a un mondo senza Harley-Davidson, per tutto quello che ha voluto dire nelle vite di tanti di noi. È possibile che le nuove generazioni non capiscano? Che non sentano quel bisogno di libertà? E via a dar loro la colpa. Ma a pensarci bene, in fondo ognuno di noi è destinato a percorrere lo stesso viale del tramonto.

Cosa possiamo farci? Certo non possiamo fermare il tempo e i cambiamenti che comporta, ma è nelle nostre facoltà decidere come arrivare in fondo. Io non voglio ridurmi a piagnucolare che era meglio prima. E se noi fossimo gli ultimi che avranno vissuto l’epoca d’oro dei custom? Se fosse iniziato il tramonto della kustom kulture?

Ci sarebbe solo una cosa da fare: alzare i boccali e brindare agli ultimi di una casata lucente e orgogliosa! Lasciamo che ricordino quella gente che correva su grandi moto rumorose alla ricerca di una scheggia di Dio chiamata libertà. Gente diversa, di ogni tipo, accomunata da un bisogno primitivo di muoversi nel vento per provare la gioia della vita. Inutile combattere ciò che semplicemente accade, bisogna lasciare che le cose che devono succedere, succedano. Sono scomparsi i cavalieri e i samurai, semplicemente perché era finito il loro tempo.

Se arriverà il nostro momento di scomparire, stritolati da normative che regolamentano tutto, dalle guerre sante ai carburatori, da Aree C, Aree B, Aree AEIOU-Y (e qui di solito parte il trenino) dall’obbligo di indossare giubbotti fosforescenti, caschi catarifrangenti, canottiere della salute retroilluminanti, guanti irridescenti, da Euro 6, Euro 7, io-un-Euro-sempre-in-più-di-te, da moto iperconnesse che garantiranno la copertura social in real-time, starà a noi decidere come farci trovare.

Quando quel momento arriverà e saranno pronti a dare l’assalto per spazzare via il grande spirito che ancora dopo tanti anni ci lega ai nostri avi di Hollister, quando i tempi nuovi verranno per buttare giù la nostra porta a calci, noi come vorremo farci trovare, con le mani sulla testa o con il dito sul grilletto? A lamentarci che i giovani non avevano capito oppure ancora a cavallo di un bel Softail 1340 orgogliosamente Euro Zero? Io non ho dubbi, vada come vada.

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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