Musica da biker: la guerra per la successione al trono

Rock, viaggi musicali e successione al trono: parola a Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom

Il Rock si potrebbe rappresentare come un grande mondo fatto di regni, con i suoi prìncipi, re e imperatori. Ognuno con il proprio territorio e il proprio popolo di fedeli servitori. Tra questi regni mi muovo ormai da tanti anni. La musica è un viaggio, un percorso fatto di sentieri che ti portano a vagare tra terre a volte note e altre volte nuove e inesplorate. Nella musica se ti fermi metti le radici e una volta messe quelle, le tue orecchie si abituano a una zona sonora di comfort da cui non si riparte più. Bisogna muoversi sempre, a zig zag come bisce in fuga da un falco. Questo è il mio modo per non smettere di amare la musica.

Ascoltare cose nuove è una necessità, ma in questi anni ho imparato che non bisogna mai pensare che i vecchi sovrani siano disposti tanto facilmente a passare di mano lo scettro ai giovani e ambiziosi prìncipi. E l’anagrafe non è una ragione sufficiente per abdicare.

Mi è capitato di pensare a tutto questo qualche giorno fa mentre assistevo al concerto di Robert Plant, uno dei più importanti e longevi sovrani della storia del Rock. Uno che le pagine più gloriose le ha scritte negli anni d’oro, quando suonare in una band come i Led Zeppelin voleva dire segnare momenti importanti della cultura popolare del secolo scorso. Ma il punto non è quanto la sua storia di musicista abbia lasciato in eredità a tutti noi, il punto è che un concerto di Robert Plant, (ma questo vale anche per altri grandi vecchi del Rock che ho visto dal vivo ultimamente) è una performance di un livello inarrivabile per tanti giovani ambiziosi che vorrebbero prendere il suo posto

Il vecchio leone sembra dire: “Venìtela a prendere la corona dalla mia testa, ma fate attenzione che le mie unghie e le mie zanne sono ancora affilate”. Affilate da un lungo e profondo percorso creativo e dalla capacità di costruire un suono che oggi, non ieri, è qualcosa di raro per la sua ricchezza e nitidezza di intenti. Come Alessandro Magno con la sua Torma, i musicisti sono gli alti ufficiali che gestiscono la macchina perfetta. Oggi.

Canzoni belline e ritornelli furbi, un’immagine molto curata per piacere al maggior numero di persone possibile, una buona capacità tecnica, budget importanti per dischi e tour non sono sufficienti per guadagnarsi un regno. I vecchi sovrani ogni tanto tornano sui campi di battaglia per dare una lezione alle ambizioni dei giovani prìncipi. Per ricordare a tutti la ragione per cui sono ancora loro ad avere ben saldo tra le mani lo scettro.

Perché nel Rock l’età non conta, chi suona ha sempre 18 anni. Conta solo la forza e la sensibilità artistica, conta quanto tempo hai dedicato a capire e fare tue tutte le strade di queste splendide terre in un percorso umile, che non basterebbe una sola vita per percorrerlo tutto. Conta saper fare paura come uno sciamano e far venire voglia di amarsi ora come fosse per sempre. Conta la musica, non il budget, perché il Rock è tutto e adesso. Cari principini carini con ambizioni di classifica, fate un bagno di umiltà e ascoltate le lezioni che ancora oggi i pochi, grandi regnanti del Rock ancora in vita vi concedono con magnanimità. Forse capireste la differenza tra fare i soldi e consegnare la propria arte all’immortalità.

Qualsiasi riferimento a fatti o persone che “suonano nei” o “suonano come” i Coldplay è puramente casuale.

Durante la scrittura di questo articolo nessun animale è stato maltrattato facendogli ascoltare brani dei Coldplay.

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