Motor Bike Expo: sempre più moto ma sempre meno custom

Il nostro esperto di moto, Carlo Portioli, ci parla della sua visita al Motor Bike Expo di Verona

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Gennaio è tante cose. E’ il mese in cui chiudersi a riccio e avere ancora un po’ di pazienza, è una vecchia canzone dei Diaframma e ormai è anche il mese del Motor Bike Expo. Anche quest’anno il giubileo invernale delle motociclette passa inevitabilmente da Verona, dove un numero consistente di bikers si danno appuntamento per scrollarsi di dosso la brina invernale e iniziare a pregustarsi i piaceri della primavera in arrivo. A volte l’inverno è così lungo da farti dimenticare cosa voglia dire correre sulla tua moto con addosso solo maglietta e jeans. Il più grande merito del MBE è proprio quello di riaccendere il ricordo di quella sensazione semplice e intensa.

Per chi ama le “belle motociclette”, come le chiamava Talamo, MBE è anche un appuntamento fondamentale perchè offre la possibilità di vedere mezzi, preparatori e personaggi del mondo della Kustom Kulture che difficilmente si incontrano tutti insieme in un unico posto. MBE è l’evento che continua ad offrire i picchi più elevati di momenti ed elementi custom, anche se sempre più diluiti. La sensazione di questo MBE 2018 è che il processo di “EICMizzazione” abbia raggiunto il punto critico. Ormai il numero di padiglioni con pochi/nessun elemento custom sono la maggioranza.

Il padiglione 1 continua ad essere l’epicentro del movimento custom, con alcuni grandi nomi (Kodlin e Arlen Ness su tutti) che portano i loro capolavori su due ruote. Le moto del contest, sempre nel padiglione 1, sono tante e di grandissimo livello. Vederle tutte insieme è un piacere, verrebbe voglia di mettersi lì con uno sgabello pieghevole da pescatore e il six-pack di lattine di birra da scolarsi restando seduti a contemplarle.

Poi ci sono i grandi marchi aftermarket con grandi spazi e tanti prodotti per HD di ogni periodo (attenzione: W&W ha cambiato format al proprio stand e le moto che presenta sono una vera gioa per gli amanti di chopper e bobber!), infine è una proliferazione di brand “kustom” di abbigliamento nuovi, dove le moto sono solo il gancio per attirare le persone allo stand. D’altronde si fa meno fatica a inventarsi un logo super-cool da zero e vendere magliette usando belle moto che inventarsi moto super-cool e poi vendere anche qualche maglietta.

Gran parte dei restanti padiglioni sono occupati dai grandi marchi del mercato motociclistico mondiale senza neanche più la versione preparata dai customizer dei loro mezzi stock (Honda è presente anche con trattori da giardino e tagliaerba… c’è da aggiungere altro?). Sono gli stessi stand di EICMA, pronti all’uso per tutte le fiere europee.

Ultima categoria: le bancarelle di accessori di livello medio e basso, che fanno tanto Sagra del Patrono. MBE per raggiungere il volume di visitatori degli ultimi anni ha dovuto aprirsi a molto, forse a troppo altro rispetto a quello che era inizialmente nel suo codice genetico. Oggi è un EICMA invernale di livello inferiore, con macchine e moto sgommanti tutto il giorno che fanno molto Motor Show di Bologna anni 80, finendo per sacrificare la propria vocazione puramente custom sull’altare delle magliette e dei mega-stand tutti uguali. Restano, nascosti tra bancarelle con le borse in simil-pelle accatastate, motociclette e personaggi che sono pure chicche, da scovare con la pazienza e la fortuna dei cercatori d’oro nel Klondike.

Di buono mi porto a casa un’area di ospiti asiatici, customizzatori e pinstripers, con idee e creatività 100% kustom, ma la sorpresa migliore l’ho trovata allo stand Timex che ha ospitato Go Takamine di Brat Style e sua moglie Masumi, due tra i più influenti personaggi della cultura kustom mondiale. Si consiglia di seguirli su Instagram e vedere come la dolce ed esile consorte accende uno shovelhead con avviamento a pedale al primo colpo.

Insomma… nessuna delusione perchè in mezzo a mille altre cose è ancora l’evento custom quantitativamente più esteso, ma è tutto troppo diluito. Con Fuori EICMA Custom, EICMA ha dimostrato di aver capito che mettere tutto dentro un grande calderone alla lunga non paga, perchè in fondo siamo degli schifosi snob e non ci piace stare in mezzo a smanettoni, trialisti, scooteristi e gente che cerca il trattorino per tenere in ordine il proprio prato.

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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