Moto Guzzi, quello che non sapevi: un’azienda moderna in epoca antica

Torniamo a parlare dei 100 anni dell’Aquila di Mandello del Lario, e sveliamo altre curiosità inedite: una storia senza fine

Laura Raso Automotive specialist Cresciuta nel paese della Moto Guzzi, coltiva la passione per i motori e trasforma l’amore per la scrittura in lavoro, diventando Web Content Editor esperta settore automotive.

La scorsa settimana vi abbiamo presentato i fotografi creatori del progetto dedicato al Centenario della Moto Guzzi, festeggiato quest’anno. Una meravigliosa mostra e un interessante libro, ‘I 100 anni dell’Aquila’, nati lo scorso anno in piena pandemia, per celebrare la Casa motociclistica mandellese.

A proposito di questo, se non avete visto le foto, vi consiglio di dare un’occhiata, sono magiche: quelle moderne sono state scattate nei luoghi più suggestivi del Lario, sul Lago di Como, quelle in bianco e nero invece sono meravigliose immagini d’epoca originali dell’archivio storico della Moto Guzzi. E da dove arrivano? Ce lo ha spiegato proprio Carlo Zuccoli, potete leggerlo qui.

Zuccoli, insieme a Carlo Borlenghi e al Comune di Mandello del Lario, ha dato vita alla mostra e al libro. Oggi, come promesso, ecco un nuovo articolo dedicato all’amata Moto Guzzi. Sveliamo segreti legati al libro, ma anche alcuni aspetti che rendevano l’azienda già moderna in epoca antica. Parliamo di una prima forma di marketing e di emancipazione femminile, nulla di strano, se non fosse che Moto Guzzi è nata nel 1921.

Partiamo dal libro, bifacciale proprio come la mostra. La parte storica contiene le foto in bianco e nero, di anni lontani, quella a colori invece è dedicata ad appassionati e turisti, e mostra meravigliosi scorci del Lago di Como. Le protagoniste sono sempre loro: le motociclette. Tutto è ‘condito’ da un testo, diviso anch’esso in due parti: quella di Pino Allievi, che racconta la storia di Moto Guzzi, il valore sociale di un’azienda che ha veramente fatto tanto e cambiato l’intero circondario.

A metà del libro, a fare da ‘collante’ tra la parte storica e quella attuale, c’è il racconto di Andrea Vitali, che dalle nostre parti è nato, cresciuto e vissuto; una bella novella sulla sua esperienza con la moto. “Dall’altra parte”, spiega Zuccoli, “abbiamo invece ipotizzato un vero e proprio itinerario che parte da Mandello, prosegue per il lago, scende verso Bellagio, attraversa e torna a Lecco e poi nuovamente a Mandello. Quanto è lungo il percorso? Senza farlo apposta circa 100 km, e il numero 100 torna. L’itinerario è accompagnato da un testo di Ornella D’Alessio, nota giornalista che è venuta fisicamente a fare il giro con noi, raccogliendo le sue suggestioni”.

Ma che dire delle foto attuali…

Come avete scelto e trovato i posti più suggestivi dove scattare?

“Sia io che Borlenghi siamo della zona, nei vari trasferimenti abbiamo scoperto, e i proprietari stesse delle moto ci hanno consigliato, degli angoli meravigliosi. Un esempio di un bellissimo posto è quello scelto infatti poi per la copertina del libro, uno scorcio che io stesso non avevo mai visto. Un panorama così sul lago senza davanti la ringhiera è una cosa rarissima, quasi tutti i belvedere hanno una ‘barriera’, e fotografando la moto c’è sempre di mezzo la struttura. Il risultato è sorprendente!”.

Una curiosità mia: c’è qualche aneddoto particolare dei momenti degli scatti che vuole raccontare?

“Sì, mi fa sorridere questa domanda perché penso ad alcune delle foto in cui c’è il protagonista. In quella al Golf Club, per esempio, siamo andati a chiedere alla segretaria se poteva mettersi in posa come se stesse giocando, in divisa… la foto sarebbe stata comunque bella, ma con la figura ha indubbiamente guadagnato molto. Ci sono altri scatti in cui il protagonista invece sono io! È stato impegnativo e anche divertente. Fotografo e per la prima volta anche attore, è stato un lavoro piacevole”.

Mto Guzzi, intervista a Carlo Zuccoli

Moto Guzzi Stornello Sport 126 del 1962, Monte Muggio – Camaggiore (in foto Carlo Zuccoli)

Moto Guzzi e l’attenzione per le donne

Una cosa che balza immediatamente all’occhio sfogliando il libro, sono degli scatti legati al mondo femminile. Donne e Motori. La Casa mandellese si sofferma spesso sui soggetti del gentil sesso, abitudine poco comune all’epoca, che fa molto riflettere. Anche in questa occasione Moto Guzzi dimostra il bene che ha fatto per il suo territorio, per il popolo, in un’epoca tutt’altro che moderna. E Zuccoli ci spiega: “Abbiamo notato con piacere delle attenzioni che l’azienda aveva per le donne, ci sono diverse foto in cui si vedono figure femminili. Noi non sappiamo a cosa servissero, pensiamo siano state delle immagini pubblicitarie, non di certo fatte per caso, ma poi magari non utilizzate. Si vede che c’era una certa attenzione verso il mondo femminile. Addirittura in una foto è raffigurata una moto per niente comune, un Guzzino da donna; non ha la canna in mezzo, è una versione realizzata appositamente perché le donne potessero salire con la gonna senza problemi. Penso sia un valore importante per l’azienda, soprattutto per l’epoca di cui parliamo”.

Moto Guzzi e le donne, intervista a Carlo Zuccoli

A sinistra: Guzziono – versione speciale da donna. A destra: donne sulla moto ad un raduno Guzzi

I collaudatori dell’epoca: un’immagine che rapisce

La foto della copertina in bianco e nero è un capolavoro, uno spettacolo eccezionale. Sappiamo anche chi sono i personaggi: una volta pubblicate le foto, mi ha telefonato una signora e mi ha detto che il tizio in piedi era il suo papà. L’altro uomo è sempre un collaudatore, entrambi indossano infatti la divisa che usavano appunto i collaudatori all’epoca, si riconosce dal gilet di pelle. La motocicletta? Era una Moto Guzzi da record, che al museo c’è, tutta carenata, invece qui nuda, senza la carena, è spettacolare. Crea qualcosa di unico, un’immagine che ci ha ipnotizzati”.

Moto Guzzi, intervista a Carlo Zuccoli 2021 - I 100 anni dell'Aquila

Moto 75 cc costruita per i record di velocità del 1950 – I collaudatori Aldo Seronelli ed Ettore De Battista

Il marketing in un’epoca in cui ancora non esisteva

“A Mandello arrivava chiunque per conoscere Moto Guzzi di persona. Anche dei VIP e dei super VIP, tutti passavano di qui. Non c’era storia: personaggi dello sport, dello spettacolo, della cultura, chiunque voleva far visita all’azienda. E questo era quello che oggi possiamo definire marketing, una prima ‘bozza’; ancora non si sapeva cos’era, ma loro in Guzzi già lo facevano. Erano molto avanti in queste cose.

Intervista a Carlo Zuccoli - I 100 anni dell'Aquila

In foto Carlo Guzzi con Giulio Andreotti e l’ing. Peano – di fianco Sofia Loren con autografo

Moto Guzzi, il grande impatto dell’azienda

“Moto Guzzi ebbe un impatto sociale forte, l’azienda teneva moltissimo anche all’elevazione culturale dei suoi dipendenti. Chi lavorava in Guzzi, come anche in altre aziende importanti italiane, era un privilegiato. I dipendenti non avevano solo il lavoro, ma godevano di un welfare interno straordinario: a partire dalla salute (c’era il medico personale) e dallo spaccio aziendale (per fare solo un esempio), fino ad arrivare al club filatelico, alla biblioteca, mentre in paese non c’era ancora nulla di tutto ciò”.

E Zuccoli conclude: “Importantissimo anche tutto l’entourage dello sport, in ogni specialità la Moto Guzzi c’era, e tutti i dipendenti ne avevano accesso. C’era anche la scuola, l’azienda offriva la formazione. Dalla scuola di disegno della Moto Guzzi sono usciti dei tecnici importanti, tutti quanti hanno lavorato nello stabilimento e la maggior parte di loro sono poi usciti da quella realtà, fondandone poi una propria. Questo era Moto Guzzi, e questo è quello che noi vogliamo trasmettere e tramandare”.

Grazie a Carlo Zuccoli Fotostudio Zuccoli e Associati di Mandello del Lario, a Carlo Borlenghi (sito), al Sindaco e all’Amministrazione Comunale, sempre in prima linea quando si parla di Moto Guzzi. Il libro è in vendita sullo store online di Cinquesensi Editore.

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