Moto e Action Cam: attenzione alle manie da ‘fenomeno’

Attenzione alle manie da riprese on-board in moto con le Action Cam: il rischio è dietro l'angolo

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Venghino sióre e sióriiii! Venghino sotto il tendone a vedere di cosa è capace l’uomo volante che spareremo nei cieli a suo rischio e pericolo!”. E la gente ci andava, anzi, correva ad accalcarsi sotto il tendone. A spendere tempo e soldi e stare lì con il naso in su per provare il brivido del pericolo altrui. Seduti comodi a guardare chi rischia, senza aver chiaro se si desidera di più il sollievo per uno spettacolo ben eseguito o il raccapriccio di un finale sanguinoso e memorabile. Attesa del brivido e brivido dell’attesa che riempiono gli spalti dai tempi del Colosseo.

E lui, l’uomo volante? Lui lo faceva per lavoro, per mettere insieme il pranzo con la cena… E mentre guardava giù, sorvolando il pubblico che era lì per il suo spettacolo, sapeva in cuor suo che c’è sempre bisogno di un buon motivo per decidere di esibire il proprio pericolo. Poi i circhi delle sagre sono scomparsi e gli uomini volanti sono rimasti a terra. Piloti senza più aereo, sono svaniti nel tempo incamminandosi verso il tramonto con la donna barbuta sotto braccio.

Nel mondo delle motociclette il pericolo è da sempre un compagno di viaggio fedele e importante, perché la consapevolezza della sua presenza ci aiuta a tarare i nostri comportamenti e decisioni. Chi ha corso una vita di rischi, come Evel Knievel e chi ha pagato il massimo prezzo, come Indian Larry, lo ha sempre fatto con consapevolezza e con almeno una buona ragione per farlo. Che si tratti del proprio lavoro o del proprio personaggio pubblico, è una scelta complicata, fatta sempre con cognizione di causa e con preparazione professionale.

Durante l’estate mi capita spesso di vedere sulle strade statali di montagna o sulla Serravalle, tanti motociclisti con la loro Go-Pro sul casco pronta a immortalare i passaggi più rischiosi della loro guida, da postare su Youtube e su Facebook. Incontro mostri da 300km/h guidati da manici di scopa con i piedi a papera sulle pedaline e in cima… Un casco e una bella camera digitale. Gente senza minima tecnica di guida, senza consapevolezza dei propri limiti, senza conoscenza del mezzo, pronta a correre pericoli mortali senza una ragione più solida di una manciata di like.

Fatelo se ritenete che sia giusto, nessuno può impedire alle persone di ammazzarsi stupidamente. Ma prima di accendere la camera voglio che sappiate che ormai siamo abituati alle riprese on-board del Moto GP e quei video che vi sono costati pericoli reali, a velocità normale sembrano solo dei replay da sbadiglio. Sappiate inoltre che una quota rilevante di quelli che guardano il vostro video si augurano che faccia parte della categoria “fatal crash” e che si concluda con voi spiaccicati. E un’ultima cosa: questi video non aumentano neppure di un decimo di punto percentuale la vostra probabilità di accoppiarvi con una donna.

Fatemi e fatevi un regalo: usate le camere digitali sul vostro casco per riprendere i panorami o il piatto di affettati che vi portano a tavola durante la pausa pranzo del giro in moto. Almeno  avrà una funzione più utile: raccontare agli altri dove è bello andare in moto e dove vale la pena fermarsi a mangiare durante il giro.

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