La moto del futuro con motore ad acqua

Un designer francese ha provato a reimmaginare la storica Yamaha XT 500, rinnovandola nelle linee e nella ciclistica

Il futuro del settore motociclistico non passa necessariamente dalla mobilità elettrica. Maxime Lefebvre, designer francese appassionato di moto e motori, pensa infatti che il prossimo “step evolutivo” delle due ruote passi dall’acqua. E non nel senso che le moto diventeranno dei mezzi anfibi in grado di viaggiare su asfalto e sul pelo dell’acqua.

Nel 2016, sotto la supervisione dei tecnici Yamaha, il giovane designer francese ha “reimmaginato” la Yamaha XT 500, storico modello enduro del produttore giapponese. Una moto prodotta nel Paese nipponico tra il 1975 e il 1981, caratterizzata dall’estrema versatilità e dalla facilità di guida. Connotati che Lefebvre ha esaltato nel suo nuovo progetto, chiamato “Inexhaustible” (inesauribile, instancabile in italiano). E capire il perché di questo nome non è affatto complicato.

La Yamaha XT 500 progettata da Lefebvre è infatti alimentata ad acqua. Niente serbatoio per la benzina o batterie per accumulare carica elettrica: sotto la carena (ridotta al minimo, per non incidere troppo sul peso del due ruote) troviamo infatti un sistema di “ricircolo” dell’acqua in grado di far muovere una turbina collegata alla ruota posteriore. Al momento si tratta solamente di rendering tridimensionali e, a voler essere completamente onesti, il progettista francese non ha fornito grandi dettagli su come il motore ad acqua dovrebbe funzionare.

Yamaha ad acqua

fonte: Behance

Dai disegni pubblicati da Lefebvre, però, è possibile ipotizzare che dal serbatoio l’acqua venga spinta a pressione verso la turbina del motore, azionandola e facendo così muovere la ruota posteriore. Il circuito ritorna poi verso il serbatoio e, da lì, l’acqua viene nuovamente “ripompata” verso la turbina. Un motore completamente ecosostenibile e a emissioni zero ma, come già detto, dal funzionamento ancora troppo poco chiaro. In particolare, non si capisce quale sia la forza che spinga l’acqua a pressione verso la turbina, facendo così funzionare il circuito.

Probabile, comunque, che dietro il progetto grafico (si tratta, alla fin fine, di un progetto per una tesi in design) non ci sia ancora uno studio di “fattibilità meccanica”. Dal progetto, però, si scopre che l’obiettivo sarebbe di produrre la moto ad acqua entro il 2025 e, chissà che per quel momento, i tecnici Yamaha non siano riusciti a tradurre in realtà i progetti di Lefebvre.

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