La moto da cross di Tony Cairoli

La nuova stagione di MXGP è alle porte e la nuova moto di Tony Cairoli è pronta per il nuovo campionato

Antonio Cairoli, detto Tony, è considerato uno dei più importanti piloti italiani di motocross della storia.

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Vediamo un po’più da vicino le caratteristiche tecniche di questo gioiellino. Per quanto riguarda il motore, esso si differenzia tra quello che verrà montato in Europa e quello che, invece, sarà utilizzato negli Stati Uniti, per via delle diversità evidenti dei campi gara.

Il motore europeo per i modelli KTM SX si basa su una forcella WP da 48 mm dalle prestazioni split e steli a funzioni indipendenti. Il bilanciamento della forcella prevede lo smorzamento sul lato destro e la molla ad aria su quello sinistro, dove c’è anche la cartuccia d’aria. Questo permette il perfetto funzionamento del motore indipendentemente dal peso del pilota, che non va a schiacciarlo limitandone la potenza. La nuova forcella ha una corsa da 300 mm e delle elevatissime prestazioni di smorzamento, oltre a pesare quasi 1500g meno della versione precedente. Negli States, invece, la forcella prevista è la WP 4CS a quattro camere con cartuccia chiusa.

Il telaio della nuovo moto di Cairoli è stato studiato per essere pi flessibile del 30% rispetto ai modelli precedenti, soprattutto in funzione torsionale: questo garantisce alla moto di sprigionare maggior forza elastica nel momento di spicco di un salto, di accompagnare il pilota in volo e di attutire per lui l’atterraggio, al riparo da molti rischi di infortunio grave dovuti all’impatto con il suolo. L’angolo di sterzata è più inclinato di quasi mezzo grado e il passo è di 1cm più corto, consentendo una maggiore maneggevolezza e un pieno controllo del mezzo anche ai piloti non altissimi (che quindi hanno gli arti più corti), ed allo stesso tempo ha permesso a questo modello di pesare quasi 400g in meno rispetto alla precedente versione 2015.

Dato che le gare di MXGP si svolgono su terreni molto fangosi, il rivoluzionario sistema “no dirt” della pedana impedisce allo sporco di bloccare il funzionamento dei piolini, ed evita anche al piede del pilota di scivolare, garantendo maggior presa con la moto. Ovviamente l’innovazione non poteva non coinvolgere la scocca, che è appositamente studiata per essere la parte più leggera del veicolo ma allo stesso tempo una delle più flessibili e resistenti. L’ergonomia è garantita dalle numerose parti in plastica rigida modellate per massimizzare i punti di contatto tra il corpo del pilota e la carena della moto, senza dimenticare di abbassare e ammorbidire la sella, per tenere basso il baricentro dell’insieme in movimento ed anche per garantire maggior comfort nei momenti del salto.

Il sistema di raffreddamento, fondamentale in uno sport che prevede momenti di picco elevato dell’emissione di carburante (in corrispondenza di salti, sorpassi o quando si rimane impantanati in un solco piuttosto profondo) irradia il liquido refrigerante direttamente dentro le teste dei cilindri, lubrificando tutte le parti interne del motore e allo stesso tempo garantendo un processo molto veloce di passaggio dal caldo al freddo e viceversa. I freni a disco della Brembo sono stati ulteriormente perfezionati per garantire una maggiore resistenza al calore ed una migliore presa sul terreno(ricordiamo che nel motocross lo spazio di frenata è particolare e difficilmente calcolabile, e i freni devono poter garantire una presa saldissima su un terreno spesso viscoso); inoltre, per consentire una maggiore leggerezza e possibilità di librarsi nell’aria, sono stati ridotti di peso, soprattutto quello posteriore, che pesa soltanto 32g.

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