Addio a Michael Czysz, leggenda della superbike elettrica

Il mondo delle due ruote piange Michael Czysz, geniale creatore di moto a emissioni zero

Il mondo delle moto piange un personaggio tanto di nicchia quanto leggendario: dopo due anni di lotta contro il cancro è morto Michael Czysz, architetto di design e, soprattutto, pilota e progettatore di moto innovative all’insegna dell‘elettrico.

 

Proprietario e protagonista di Architropolis, azienda di architettura specializzata in interni di case per personaggi ricchi e famosi, Czysz aveva però come grande passione la moto. Così Michael fondò la sua azienda, la Motoczysz, cercando di produrre moto ‘tradizionali’ prima per Superbike e poi per MotoGp, senza riuscire però a realizzare nessuno dei suoi progetti.

Per certi versi, fu questa la sua fortuna ‘ingegneristica’, visto che spostò i suoi interessi sulle moto elettriche, realizzando una moto da competizione diventata leggendaria come la E1pc, derivata da prototipo C1. Spinta da 10 batterie di litio da meno di nove chili ciascuna per una potenza di 12,5 kWh, grazie al motore a corrente diretta a magneti permanenti la E1pc riusciva a mettere a terra una coppia che era il doppio di quella della Ducati 1198 protagonista del Mondiale Superbike nel 2011.

Questa moto assolutamente innovativa anche nel design, vinse per ben quattro volte consecutive la leggendaria TTZero, la gara per moto a emissioni zero che si corre annualmente sull’isola di Mann, prima con Mark Miller nel 2010 e poi con un filotto di tre successi firmati da Michael Rutter nel 2011,2012 e 2013,

Oltre alla costruzione del prototipo C1 e della Superbike elettricha E1pc, con la sua azienda Czysz progettò sistemi di trazione elettrica integrabili in modo tale da poter essere venduti ai produttori di automobili, che avrebbero potuto facilmente installarli sulle loro automobili.

Grazie a questi risultati e al suo approccio da vero innovatore, Czysz divenne personaggio di culto: nel 2007 Discovery Channel realizzò un documentario sulla creazione della C1 chiamato “Birth of a Racer” mentre nel 2011 Mark Neale ne girò un’altro sui successi sull’Isola di Man dal titolo “Charge”.

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