Mercato moto, mese di maggio da incubo per le due ruote

La pandemia di Coronavirus ha messo a dura prova il mercato delle moto, che non accenna a riprendersi

Il primo mese dopo l’emergenza Covid-19 non è per niente positivo, si sperava di vedere almeno i primi segnali di ripresa, e invece purtroppo anche maggio ha registrato segno meno per le immatricolazioni delle due ruote in Italia.

I dati, che sono stati diffusi dall’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, infatti parlano molto chiaro e purtroppo al momento non fanno pensare nulla di positivo, anzi. Tra l’altro parliamo di un mese, quello di maggio, che ogni anno è praticamente vitale per il mercato delle moto e che purtroppo in questo 2020 va archiviato come invece mese di perdita, precisamente parliamo di un -10.35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Paolo Magri, presidente di Ancma, ha dichiarato: “In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore (come per il comparto auto), il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della ripartenza”.

E continua: “Tutto questo è comunque insufficiente per rialzare un mercato connotato da una fortissima stagionalità, che nei primi cinque mesi del 2020 ha fatto segnare un pesante -37,8% rispetto all’anno precedente, riportandoci indietro agli anni più bui per il nostro comparto. La nostra industria non si piange addosso, ma di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli e fare delle due ruote una soluzione sostenibile e fruibile, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile, quel gap conoscitivo e talvolta ideologico che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40.000 persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5.5 miliardi di euro”.

I concessionari moto, facendo i conti sul mese di maggio, hanno perso due giorni lavorativi, visto che hanno ripreso l’attività lunedì 4 maggio. In ogni caso il totale delle immatricolazioni è di 25.660 unità (-10.35%). Le vendite degli scooter registrano una perdita minore, con 14.510 veicoli, un calo del 9.57%, le moto arrivano a quota 11.150 unità, registrando un importante calo dell’11.35%, e i ciclomotori la vedono nera, con un -27%, fermandosi 1.335 pezzi. Per la ripresa del mercato moto si spera nelle belle e calde giornate estive, che il sole faccia venire la voglia di comprare. (Fonte Repubblica)

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