Magni Storia, il lato retrò della Brutale. Foto ufficiali

Presentata al 20° Revival MV Agusta, la Storia è costruita sulla base della Brutale 1090. Sarà prodotta in piccola serie

Il marchio MV Agusta è uno dei più vittoriosi e blasonati del nostro paese, grazie ai 75 titoli mondiali conquistati nelle corse di velocità in passato. Due sono i nomi che più ricorrono nella storia della casa di Cascina Costa: il primo non può che essere quello di Giacomo Agostini, che con la MV conquistò 13 dei suoi 15 Campionati del Mondo, e il secondo è quello di Arturo Magni, l’uomo che per oltre 25 anni tenne le redini del Reparto Corse della MV, fino a quando la casa lombarda si ritirò dalle competizioni iridate.

Nel 1977 Magni lasciò l’azienda e fondò l’azienda omonima insieme ai figli, progettando, realizzando e commercializzando parti speciali per le moto MV. Negli anni, poi, la Magni si è affermata soprattutto all’estero come piccola factory italiana dedicata alla costruzione di moto speciali in tirature limitate.

Chi conosce Magni sa che le sue moto si distinguono per le linee classicheggianti che mescolano insieme tratti moderni e antichi, uniti tra loro da precise esigenze tecniche.

Con la Storia, la Magni vuole ispirarsi nel design e nelle forme a quella che universalmente è riconosciuta come la MV più bella di tutti i tempi: la 750S del 1972. Le forme della Storia sono sì vintage, ma abbandonano quelle da moto d’epoca tipiche delle Magni già conosciute e si ispirano al mondo retrò rimanendo moderne e attuali.

La base tecnica della Magni Storia è quella della MV Agusta Brutale 1090 2013, che è stata rimaneggiata da Magni sia a livello estetico che tecnico. Il design è incentrato attorno al serbatoio tondeggiante, realizzato in lamiera d’alluminio battuta a mano e alla coda corta di forma ogivale caratterizzata dalla sella bicolore che si raccorda alla perfezione con carrozzeria e telaietto posteriore in tubi che sostituisce quello originale della Brutale.

Non manca a “chiudere” il design della Storia un parafango posteriore in alluminio spazzolato che ben si abbina con quello anteriore, sorretto da un’esile telaietto in tubi.

La componentistica tecnica della Magni Storia si differenzia dalla Brutale di partenza per l’ampio ricorso a fibra di carbonio per tutte le cover, per l’adozione di una raffinata coppia di cerchi Kineo a raggi e per la presenza di una coppia di silenziatori fatti a mano che richiamano sfacciatamente quelli delle 350 e 500 da Gran Premio dei tempi che furono.

Peccato non aver potuto metter mano anche alla parte bassa dell’impianto di scarico per non perdere il catalizzatore, altrimenti siamo sicuri che alla Magni avrebbero optato per quattro bei megafoni in luogo dei due che troviamo sul lato destro della Storia.

Una moto sicuramente interessante e di indubbio fascino che senza meno conquisterà il cuore di svariati appassionati stranieri e, speriamo, anche di quelli italiani.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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