L’Harley Davidson delocalizza dopo i dazi di Trump contro l’UE

Il punto di vista dell'esperto del mondo custom di Virgilio Motori, Carlo Portioli

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Pronti? Oggi si cambia prospettiva e si parla di…business e motociclette.

A seguito della guerra dei dazi avviata dall’amministrazione Trump contro la UE per proteggere il lavoro e la mano d’opera americana, Harley-Davidson annuncia la delocalizzazione della propria produzione in paesi diversi dagli Stati Uniti, per evitare i dazi che inevitabilmente colpirebbero sui mercati europei le motociclette prodotte sul suolo americano.

La prima cosa che salta all’occhio è quanto controproducenti siano i dazi, visto che sta per succedere l’esatto opposto rispetto alla ragione per cui sono stati introdotti.

Secondo punto, si dice sempre che i clienti europei siano troppo pochi per influenzare le scelte delle grandi case motociclistiche. È vero in termini di volumi, soprattutto rispetto ai mercati asiatici, ma qui ci sono in mucchio di vecchi culoni che non vedono l’ora di spendere un mucchio di soldi per appoggiarsi su un mucchio di enormi e costose moto.

Hai voglia a vendere montagne di biroccini scoppiettanti a tutti quei culi secchi di Saigon e dintorni. Che dite? Saigon oggi si chiama Ho Chi Minh City e io non sono un reduce della guerra del Vietnam? Vabbè… ci siamo capiti.

C’è poi un terzo punto che mi interessa: io voglio che la mia Harley-Davidson sia prodotta negli Stati Uniti! Questa moto ha le radici nel suolo su cui è stata fatta. Noi compriamo una moto diversa da tutte perché il suo marchio è parte del mito americano fatto di libertà, ribellione e rock’nroll.

Se guidi una Harley-Davidson avrai sempre 18 anni, ma solo se è parte di quel mito! Speriamo che, per scelte politiche poco lungimiranti, non debba succedere che guideremo HD made in Thailand. Poi è vero, già da tempo Harley ha delocalizzato parte della sua produzione, per esempio le 750cc vengono prodotte fuori dagli Stati Uniti, infatti… quelle robe lì ve le guidate voi e i vostri amici culi secchi di Saigon.

Come li chiamavamo noi della prima divisione di Cavalleria Aviotrasportata quando eravamo al confine con la Cambogia.

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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