L’autunno è tempo di gentiluomini

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Due squilli, rispondo:
Pronto
Ciao amis! Sono Davide di Motorlife”
Ah, ciao Davide!
Ti va di scrivere qualcosa sul gentlemen riding?
Certo! Ottima idea!“. Ringrazio e riattacco.

Vuoto. Nel mio sguardo passano cieli immensi e immenso amore di battisitiana memoria. La prima immagine che si materializza è la faccia di Verdone che dice “cioè, inchessssenso?”. Sono circa 25 anni che ho un custom e bazzico questo ambiente, devo dire che “gentleman” non è mai stato uno dei modi più comuni per definire la maggioranza delle persone che ho incontrato. Onestamente ho usato più spesso termini mutuati dalla zoologia. Poi… “pop!” “pop!” un paio di bolle di sapone vengono a galla. Conosco almeno due eventi che in queste settimane incrociano le loro traiettorie grazie al minimo comune denominatore del Gentlemen riding.

Il primo è “The Distinguesh Gentleman’s Ride” (immagini su Instagram li trovate con hashtag #dgr). Evento supportato da Triumph, è una raccolta fondi per la lotta contro il tumore alla prostata. L’ultimo weekend di settembre si sono riuniti oltre 37000 motociclisti in numerose citta’ del mondo, aggregando persone con una particolare attenzione al modo di vestire elegante, a volte vintage e sicuramente un po’ eccentrico. A Milano si sono trovati 500 gentiluomini che a bordo delle loro moto hanno contribuito a raccogliere più di 2 milioni di dollari che verranno devoluti alla ricerca. Non c’ero, ma facendo quattro chiacchere con un paio di amici molto navigati nel settore, quello che percepisco è un senso di novita’ rispetto ai raduni biker tradizionali birra-salsiccia-concertolive ormai tutti un po’ uguali a se stessi. C’é sicuramente una componente esibitiva e una voglia di apparire, ma la composizione di moto e di persone è eterogenea.
Lo stile motociclistico più diffuso è il café racer: BMW boxer ma anche di derivazione K, Bonnies? of course, vecchie Honda e Kawa pesantemente wrenchmonkizzate, scrambler e bobber. Ci sono personaggi vestiti in modo rigorosamente anni ’20 a bordo di prestigiose Vincent d’annata e ci sono ragazzi giovani in abito con i loro Sportster.
Moto belle, a volte bellissime. Moto tutte diverse, a volte un po’ tutte uguali, ma non è questo il punto, almeno per una volta. Si tratta innanzitutto di un evento benefico e Milano, probabilmente grazie al suo DNA un po’ “cumenda”, è stata la singola città con la maggiore partecipazione a livello mondiale: finalmente una cosa di cui vantarsi! E poi c’é voglia di trovare modi nuovi di vivere gli eventi motociclistici e questo é solo un bene, perché è da questi esperimenti e queste ibridazioni tra stili molto lontani che nascono le idee che aprono le finestre della nostra casa per fare entrare una salutare aria di cambiamento.

L’altro evento è della prima settimana di ottobre ed è il TROG ovvero “The Ride Of Gentlemen” (#trog). Una corsa di hot rod e bobber pre-II Guerra Mondiale a Wildwood nel New Jersey. Uno di quegli eventi che si sono installati stabilmente nella mia testolina mai cresciuta, alla voce “cose da sognare per sentirsi meglio”. Qui la beneficenza non c’entra, qui si fanno correre mezzi usciti dalla macchina del tempo. Mezzi che vanno un po’ a benzina e un po’ a ricordi. Le immagini su Instagram sono meravigliose, evocative, come emerse da quelle nuvole sognanti che esistono solo nel dormiveglia. Qui lo stile è più eterogeneo: pinup con bandiere a scacchi, greasers, rockers e bikers insieme a veri gentlemen vestiti in stile anni ’30. E poi Harley, Indian, Ford T e tantissimi altri mezzi preziosi, vecchi di 80 anni e oltre che corrono accanto alle onde dell’oceano. Qui il concetto di “gentleman” si lega all’epoca in cui il racing era roba da gentiluomini appunto. Nobili e notabili, gente che poteva permettersi il lusso di correre i pericoli su mezzi rari e molto costosi, quando era un modo per distinguersi e dare sfogo a un’eccentricità tutta upper class.

Insomma, grazie agli amici di MotorLife ho preso consapevolezza che l’autunno è più di tutte la stagione dei gentlemen in moto. Si può decidere di esserlo per un giorno a fin di bene, oppure per celebrare un’epoca e i suoi mezzi, ma un fatto è chiaro: nella grande casa del custom è entrato di diritto uno stile fatto di barbe, mustache, bretelle e abiti sartoriali. Uno stile fatto di grande attenzione e cura non solo per le moto ma anche verso se stessi. Benvenuti nella grande casa, avevamo bisogno di un po’ di gentiluomini come voi!
Finito di scrivere mi alzo e passo accanto allo specchio… quello che vedo mi fa capire che c’ho da lavorarci, e molto, se l’anno prossimo intendo fare un salto al “The Distinguesh Gentleman’s Ride – 2016”. Ma in fondo c’è tempo.

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