Il fuoco e il ghiaccio: quella voglia matta di tornare in sella

Con la fine dell'inverno cresce la voglia di tornare in sella alla propria moto. Il pensiero di Carlo Portioli.

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Mai come in questi momenti, con il Generale Inverno che, rancoroso, non lascia la sua presa, mi sembrano così lontani i giorni della motocicletta. Quelli in cui guido placido, a velocità lenta e costante, una mano sul manubrio e l’altra ad abbracciare l’aria, il sorriso in faccia, la testa e il cuore svuotati dei loro pesi e la maglietta che sbatte sulla pelle.

Non sto parlando di imprese motociclistiche e neanche di viaggi in moto, ma semplicemente di andare da qui a lì. A zonzo. E’ una lontananza nel tempo, ma anche dal cuore. E’ come se quella parte di me fosse dietro un muro di ghiaccio, innalzato in questi mesi dalle cose della vita e dall’inverno. È ora di scioglierlo, di ricongiungersi. Per correre leggero verso prospettive e illusioni. Perché la moto non esiste, la moto è pura illusione.

Ognuno di noi sale in moto per illudersi di essere qualcosa di diverso da quello che è ogni giorno. Si inizia da bambini, sulla bicicletta a fare “BRUM! BRUM!” con la bocca. È la prima illusione che, se non ti spetta la sciagura di diventare grande per davvero, non ti abbandona più.

Qui non siamo in California e nemmeno negli anni ’60. Io non sono più giovane, non sono in gran forma e ormai il mio “wild side” sverna in una pensioncina di Viserbella, mandandomi ogni tanto qualche cartolina. Sono solo un tizio di mezza età con le nevrosi e la vita incasinata da milanese.

Sono diventato quel tipo di persona che a vent’anni, forse sbagliando, avevo il terrore di diventare. Ma almeno una cosa sono ancora bravo a farla: sono bravo a illudermi. E non sarà certo il ghiaccio di un inverno ottusamente rigido oltre il suo tempo massimo o le cariche a testa bassa della vita a togliermi il lusso di sognarmi diverso in un mondo diverso.

Perchè la moto è il mezzo, ma il fuoco delle illusioni è il fine, fuoco che scioglie ogni forma di ghiaccio. Fuori e dentro. Questa forse è “la Libertà” di cui tutti parlano quando vanno in moto. Non la libertà di andare, perchè ci sono mille modi più efficaci per farlo, ma quella che permette a ognuno di immaginarsi come più desidera, senza limiti.

In attesa dei giorni della motocicletta, vi consiglio di iniziare a scaldare il cuore su Youtube con la versione integrale di “Hell’s Angels on wheels” del 1967, con un giovane Jack Nicholson e con Sonny Barger.

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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