Guida ragionata alla Monferraglia

Uno degli eventi più "particolari" dell'anno per le due ruote: dedicata ai vecchi motorini due tempi

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Ci sono un numero impressionante di eventi legati al mondo delle due ruote e ci sono per tutto l’anno. Poi c’è la Monferraglia.

Un paio di anni fa durante la notte prima della Monferraglia Uain, che si corre a settembre in mezzo a colline pronte a farsi vendemmiare, stavo chiacchierando fuori dal camper con un ragazzo appena conosciuto che mi disse: “Ho visto tanti paddock, ma quello della Monfa è sempre il più bello”. Allora incuriosito gli chiesi: “Come mai dici di averne visti tanti?”. E lui: “Fino a due anni fa gestivo un team corse in Super Stock, correvamo insieme alla SBK. L’ultimo anno eravamo ufficiali, poi abbiamo smesso per mancanza di fondi”.

Insomma… Questo ragazzo ne aveva visti veramente tanti di paddock e se dice che il clima di quello della Monferraglia è il migliore, c’è da credergli. Io posso solo dire che dalla sera prima nasce una piccola città di qualche migliaio di persone, tende, camper, soluzioni di fortuna, griglie a tutto spiano e… Moped ovunque. Moped sta per “monomarcia-pedali”, i vecchi motorini 2 tempi. I Ciao, i Si, i Califfoni qui tornano in vita per correre 70 km su terreni misti, strade sterrate, salite e discese. Si corre tra panorami mozzafiato, tra un rumore che sembra di essere un’ape operaia in un alveare e l’odore perenne di friggitrice che fa la miscela combusta dai due tempi. E si corre in mezzo alla gioia di tanta gente e di amore vero verso il più semplice, economico e indistruttibile mezzo degli ultimi 40 anni: il motorino.

Ecco quindi alcuni consigli personali per farsi trovare pronti per la Monfa Spring, la più importante Monferraglia dell’anno che si tiene il 29 maggio a Casale Monferrato.

Andateci la sera prima. La corsa è stupenda ma lo spettacolo della città che fiorisce solo una notte è imperdibile. Sembra un po’ 1997 Fuga da New York, un po’ Mad Max.

Andateci riposati. Si dorme quanto al Mugello o al Raduno dello Stelvio: niente. La prima volta alle 5 del mattino avevo uno che sgasava come un pazzo appena fuori dal furgone. Spalanco il portellone incazzato e… Stava sgasando con una motosega. Ho chiesto che tempo era previsto per la mattina e sono tornato dentro.

State pronti al collaudo notturno. La notte prima si allestisce un piccolo circuito dove provare i mezzi. Godetevi la sensazione fuori di testa di girare a tuono nel “anello di fuoco” o anche solo lo spettacolo di chi lo fa. Guardare l’ipnotico, infinito girare di quella massa scoppiettante di strampalata umanità riconcilia con se stessi e con il mondo.

Portatevi una tanica. La miscela che sta nel vostro serbatoio non basta per tutto il percorso. Fatevi la vostra miscela e portatela con voi. Se amate spingere non preoccupatevi: anche senza rimanere senza miscela avrete mille occasioni per farlo, viste le salite.

Fate il vostro gioco e guidate il vostro mezzo.  Qui vedrete dei vecchi moped trasformati in missili tomahawk, qui si va oltre la customizzazione: c’è gente che costruisce mezzi con doppi motori, doppi telai, mini moped da cross super-pompati, piccoli capolavori ingegneristici nati nei box di casa. Questo vuol dire che arriveranno prima di chi ha i mezzi stock… Se arriveranno. Lungo la strada quelli che si vedono più frequentemente fermi sono i super-mezzi. Ricordatevi che questi motorini sono dei piccoli muli indistruttibili, che costruirsi i super-mezzi è splendido ma che la versione stock farà di tutto per portarvi al traguardo.

Preparatevi al vero spettacolo. La gente.  Tanti giovanissimi, ma tanti 40-50enni, fino a qualche glorioso anziano. Poca gente di città, tantissimi dalla provincia vera (vince il Piemonte duro e puro). Per questo la gente è aperta, ha voglia di condividere le loro storie, le loro specialità eno-gastronomiche e il loro amore. Tanto amore per questi mezzi semplici, strumento per celebrare a prezzi contenuti il rito della modifica, che è poi la versione nostrana del concetto di custom. Questa nostra cultura popolare vecchia quanto il motore a scoppio, di cui la Monferraglia è un’espressione, è il substrato da cui emergono le grandi eccellenze della storia motoristica italiana, dalla Ferrari a Valentino Rossi.

Se state per andarci per la prima volta preparatevi ad andarci con la testa vuota e a cuor contento: saranno giornate di pura gioia. Quest’anno non potrò essere della partita con Pedro, il Giamma e il mio team, il Bulga Racing Team, una banda che a Milano si direbbe di “maltrànsema”. Peccato, mi mancherà tutto, ma soprattutto mi mancherete tutti, torma di splendidi disadattati che ancora avete il dono di capire il valore di investire soldi e tempo in cose inutili. Solo per piacere, solo per amore.

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