Fase 2, petizione popolare per tornare in moto: ’’E’ attività individuale’’

La petizione è partita, in maniera virtuale, da un gruppo di appassionati motociclisti insieme a una serie di motoclub e associazioni


I motociclisti fremono con le loro moto chiuse in garage proprio in questo periodo dell’anno quando le uscite sono sempre molte attese.

E’ così nata l’idea di creare una petizione popolare per il riconoscimento della moto come “attività di svago individuale” da inviare al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato.

La petizione popolare è partita, in maniera virtuale, da un gruppo di appassionati motociclisti insieme a una serie di motoclub e associazioni.

Anche nella Fase 2 i motociclisti devono infatti continuare a stare a casa e possono uscire in sella alla loro moto solo per le solite note esigenze di lavoro, salute e necessità, con tanto di autocertificazione per giustificare i propri spostamenti.

I promotori della petizione sostengono che l’attività motociclistica prevede l’uso del casco e guanti che garantiscono il rispetto delle misure anti-contagio.

Con questa petizione si chiede che l’attività di andare in moto sia riconosciuta come “Attività di svago individuale”. Viaggiando individualmente, in alcun modo l’esplicazione della stessa può causare rischio di assembramento o comunque di contagio indossando i consueti dpi casco e guanti.

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