Custom designer della settimana: Revival Cycles

A questi ragazzi di Austin in Texas è successo quello che è il sogno di ogni customizzatore, progetto dal foglio bianco e budget illimitato: ecco il risultato

Mettete che un bel giorno entri nel vostro atelier di custom design un facoltoso cliente che senza badare al portafoglio vi chiede una special. Questo cliente particolare chiedeva che cinque diversi laboratori di customizzazione lavorassero in contemporanea a una moto da esposizione, che non dovesse necessariamente circolare su strada; il lavoro doveva essere fatto in modo indipendente e con budget praticamente illimitato. Questo è successo ai  ragazzacci di Revival Cycles di Austin in Texas.

Ciò che ha guidato questi specialist nella realizzazione della moto è stato il pensiero del  record di velocità che Ernst Henne stabilì a partire dal 1927 utilizzando motociclette Bmw kompressor. Nel 1929 su una piccola strada provinciale larga meno di  sei metri ridusse in briciole il precedente record arrivando alla funambolica velocità (per l’epoca) di 216,75 km ora. Una performance audace e pericolosa tant’è che durante uno di questi tentativi il pneumatico anteriore uscì dalla sua sede facendo sbandare la moto rischiando di schiantarsi contro un albero.

Per Revival Cycles una moto deve parlarti già da ferma, deve essere pronta a scattare quasi prima che il pilota ci monti sopra. Anche per questo motivo oltre a sviluppare l’esemplare da museo ne pensarono un altro del tutto simile ma… pronto pista.

I tecnici texani partirono da un telaio di una Zundapp K800 ma utilizzarono un motore al 100% Bmw come il boxer due valvole che equipaggiava negli anni settanta la R100/7  che qui è stato completamente rigenerato e in grado di erogare la stessa potenza dei Kompressor degli anni ’30 ma con un’affidabilità del  tutto diversa. L’estetica della moto prevede un manubrio a goccia, cerchi a raggi all’anteriore e lenticolare al posteriore, un massiccio serbatoio su cui potersi sdraiare e coperchi teste lisciati e customizzati. Il cambio viene attivato tramite un pomello sul lato destro della moto.

Il collettore, il manubrio e la forcella,  sono stati studiati come la carenatura, in chiave aereodinamica proprio come nella moto di Ernst Henne. La forcella è una vera opera d’arte, infatti  lavora con cinematismi e bielle ingegnerizzati appositamente per questa moto e accoppiati a un ammortizzatore pluri-regolabile Fox che è stato preso a prestito dalla loro divisione dedicata alle mountain bike. La versione pista presenta invece un avantreno a geometria più moderna e un interasse maggiorato. A chi si avvicina a questa moto lo staff di Revival Cycles chiarisce subito che è molto cara!

Renne Revival

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