Cara Harley Davidson, mi hai deluso ma ti capisco

Harley annuncia contemporaneamente la sua fine e il suo inizio con la prima moto elettrica entro 18 mesi.

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Cuore e cervello, cervello e cuore. In fondo ogni giorno la vita di tutti è sospesa tra questi due elementi, due forze spesso contrapposte che si contendono la nostra anima. Da questa tensione nasce ogni nostra scelta, ogni presa di posizione.

La notizia che entro 18 mesi entrerà in produzione su larga scala e verrà commercializzato il concept LiveWire, la moto elettrica della Harley Davidson è sicuramente qualcosa che smuove entrambe le componenti.

Partiamo dal cuore: un urlo di dolore. Ma come, Quoque tu Harley, fili mihi! Come puoi darmi un dolore del genere, tu che hai fatto del bicilindrico a V e del suo suono il segno distintivo di tutte le tue motociclette. Mi sarei aspettato una presa di distanza sdegnata verso certe derive del mercato. Ok, l’avevi presentato un paio di anni fa, ma di prototipi se ne fanno tanti… annunciare la sua produzione è un altro discorso. In poche parole: tradimento!

Poi si accende il cervello: perchè un’azienda dovrebbe decidere di consegnare il proprio destino all’oblio e poi alla morte, solo per un tema di coerenza con il proprio passato? Le vendite sono in calo, le proiezioni pure. Una fabbrica chiude, 800 persone a casa. Ci sono decisioni da prendere. Questo è il futuro del mercato? Questo è il futuro da cavalcare. Di più, questo è il futuro da anticipare. Non è una scelta, è una necessità. Quindi è giusto così.

Alla fine mi torna in mente il passato, il Sunset negli anni 90 e le moto parcheggiate là fuori. I miei occhi pieni di amore e desiderio per quelle Evolution che tuonavano. Mille ricordi di vita vissuta, di un tempo che non c’è più. Senza rimpianti, solo una constatazione. Non era meglio, solo che era diverso, era più “mio” motociclisticamente parlando.

Voi state facendo la scelta giusta, state facendo quello che è giusto fare per il futuro dell’azienda. Semplicemente io non ci sarò. Non vi potrò seguire su questa strada, pur mantenendo immutato il mio amore per i vecchi pezzi di ferro e ghisa che avete prodotto negli anni passati e anche qualcuno, sempre meno, di quelli prodotti oggi. Io non posso rimanere che orgogliosamente Euro Zero.

E’ più di una scelta, è una necessità legata alla mia storia su due ruote, al mio modo di sentire e di sentirmi su una moto.

L’innovazione, in ogni campo, è la più grande rappresentazione della nostra natura umana, ma come non riuscirete mai a convincere i vostri nonni che Netflix sia meglio di RAI 1, voi non mi convincerete mai che una Harley elettrica sia meglio di una Springer EVO 1340.

Avanti i prossimi, come è giusto che sia, io mi fermo qui.

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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