BMW R18: in sella alla moto dei sogni tra i tornanti di Stelvio e Gavia

Carlo Portioli, esperto di cultura custom per Virgilio Motori, ci racconta il test-drive della BMW R18

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente.

Avete presente cosa si prova quando la più bella della scuola, dopo anni passati a sognarla, decide di uscire con voi e scoprite, quella stessa sera, che è più bella e disinibita di quanto avreste mai osato sperare? Ecco, io no. Ma mi aspetto che quel mix di felicità, sorpresa e soddisfazione sia simile a quello che ho provato io in questo test-ride della BMW R18. E dire che il programma non era stato certamente disegnato su misura per le sue caratteristiche: con sei amici giro su due tra i più alti passi alpini, il Gavia (2.618m) e lo Stelvio (2.758m), per un totale di 115 tornanti, il tutto condito da previsioni del tempo ignote o meglio, ignorate in quanto, promettendo pioggia, avevamo smesso di dargli retta da un po’.

L’obiettivo era vedere come si sarebbe comportata lontano dalla sua confort-zone fatta di tratti a lunga percorrenza, su cui il suo boxerone mastodontico da 1.800cc e l’allestimento Classic da moto touring danno il meglio di sè. Le mie aspettative erano alte fin dalla comparsa del primo prototipo a Villa D’Este nel 2019, perchè l’estetica non si discute, è il custom più azzeccato degli ultimi anni. Sono due gli elementi che definiscono la qualità di una moto custom: le sue linee e la sua storia. La R18 si presenta come un distillato di quasi un secolo di stile BMW Motorrad.

Un unico codice genetico che tramanda in questo mezzo tutte le caratteristiche estetiche e meccaniche della tradizione motociclistica dell’Elica. Un design essenziale da bobber. Una colorazione elegantissima fatta di nero lucido e filetti bianchi. Un allestimento ricco di cromature e una cura maniacale del dettaglio e della qualità, un mezzo opulento come erano opulente auto e moto quando erano un lusso riservato ai ricchi. Quando ti siedi la prima volta il motore è tutto. Enorme, con linee che ricordano i motori radiali dell’epoca d’oro dell’aviazione. Quasi ti sembra impossibile poter circolare con un ingombro del genere posizionato subito sopra i piedi (in caso di pioggia, tiene asciutte le scarpe…). Quando tiri su dal cavalletto la moto, ti siedi e la accendi la prima volta, la sensazione è che voglia subito farti capire chi comanda.

Premi start e ti arriva uno strattone secco verso sinistra che ti intimorisce; meglio tenere i piedi ben piantati per terra la prima volta. Ogni colpo di gas da fermo intimidisce perchè l’enorme cubatura (2 cilindri da 900cc) dei cilindri orizzontali genera forze inesistenti nei motori verticali, che si traducono in questi strattoni caratteristici.

Parto fiducioso che sopra i 15 km/h si tramuti in un docile agnellino, invece… alla prima curva a momenti vado dritto. “Santo Dio… non curva!”, penso. Poi km dopo km la capisci, capisci come farla scendere e tenerla lì, perchè non è come le altre BMW, pensate per assecondare lo stile e le capacità del guidatore. La R18 ha un carattere forte e sei tu che devi capire come portarla. Solo allora si apre un mondo fatto di emozioni forti e sensazione di sicurezza. Che si tratti del Gavia e la sua ascesa stretta, tortuosa, sporca e pericolosa per mancanza di parapetti sugli strapiombi, oppure dello Stelvio e la sua discesa sul versante altoatesino che è una picchiata a zig-zag di tornanti strettissimi fino a formare una ciccatrice quasi verticale nella montagna, a quel punto non importa il tipo di strada che stai percorrendo perchè tutto cambia prospettiva e si trasforma in puro piacere di guida. La R18 diventa padrona della strada, qualunque essa sia e in qualunque condizione.

Con la pioggia in discesa si esalta l’avantreno, così stabile da sembrare piantato su un binario. Sullo stretto bagnato si può sfruttare l’opzione della modalità di guida Rain, che addolcisce l’erogazione della potenza facendoti viaggiare tranquillo nei momenti in cui può servire tenere a bada i cavalli. Sul misto più ampio delle valli e sull’asciutto si dà gas e ci si gode una coppia esagerata ai bassi. Se poi si aggiunge che, oltre a Rain, le altre due modalità di guida sono Rock e Roll, non si fa fatica a capire la filosofia dietro questa moto. La R18 non è un mezzo che dà subito confidenza, ma una volta entrati in sintonia, la sensazione di armonia tra guidatore e mezzo è stupefacente rispetto al timore che incute al primo contatto. La R18 è dominante, austera, elegante come un nero destriero su cui siede il comandante che passa in rassegna le truppe prima della battaglia.

È per chi ha un’attitudine rocknroll, per chi ama avere una compagna di viaggio esagerata e bellissima, ma anche molto affidabile. È una moto alfa. È per molti ma non per tutti, quindi l’approccio giusto non è chiederti se la R18 vada bene per te, ma chiederti se tu possa andare bene per la R18. Se la risposta è si, sei pronto per questo irresistibile giro di giostra!

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