Honda Africa Twin: la prova su strada

Carlo Portioli, esperto di moto per Virgilio Motori, ha provato la nuova Africa Twin. Ecco le sue impressioni di guida

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

– “Buongiorno Signore, sono Daisy T, la sua assistente virtuale responsabile della gestione del cambio della sua moto. Per lei solo Daisy, Signore, e sono pronta per il suo primo test-drive della – Africa Twin con cambio DCT, da cui deriva il mio nome”.

– “Grazie Daisy, partiamo subito in modalità Drive per testare la configurazione standard. A te la guida

Così mi sono immaginato i dialoghi tra me e il software che gestisce il cambio automatico a doppia frizione della Africa Twin che ho testato, grazie a Honda Italia e allo storico concessionario lombardo Tresoldi, durante lo scorso week-end.

Parlare della Africa Twin (in sigle: CRF 1000) vuol dire inevitabilmente finire a parlare del suo cambio Dual Clutch Trasmission e della gestione che consente una guida automatica con due modalità, una “Drive”, in stile automobilistico e una “Sport”, con 3 configurazioni di aggressività, oltre al sequenziale manuale sul manubrio.

Si parte il sabato mattina con i soliti amici tutti rigorosamente su Harley-Davidson verso la Liguria, per un ultimo weekend in coda all’estate. La pianura inizia a regalare un cielo che ha perso i toni forti dell’azzurro mentre i suoi campi e i suoi alberi danno sfoggio delle prime grandi pennellate color zafferano ricevute da Madre Natura. Colori forti in terra e blandi in cielo, con un’umidità carica di profumi di bosco. Questo è andare in moto.

Le moto per me sono sempre state una cosa che riguardava cuore, cervello e 4 arti: tiri la frizione, dentro la prima “clunch!”, dai gas, molli la frizione, su i piedi e via. La meccanica d’interazione uomo-mezzo era sempre uguale… fino ad ora.

Inserisco il Drive tramite selettore al manubrio e Daisy entra in gioco. Appena in marcia hai la sensazione che ti avanzino il piede e la mano sinistra. Non sai bene dove metterli, come i cantanti-chitarristi quando si ritrovano per qualche ragione davanti al microfono senza imbracciare una chitarra e si accorgono con imbarazzo delle due goffe appendici appese sotto le spalle. Spesso ti scopri a fare “ciao, ciao” con la manina sinistra alla ricerca di una leva della frizione che non c’è. Un Teletubby sulla moto che saluta i bambini nelle auto accanto.

Una volta presa confidenza si scopre un certo gusto a lasciarsi portare “A Spasso Con Daisy”. La modalità Drive, quando non spalanchi il gas, tende a cambiare intorno ai 2000 giri, perfetto per ottimizzare i consumi e per una guida urbana pigra. Daisy in modalità Drive ti toglie tanti pensieri nel traffico, ma se sei in extra-urbano ti ritrovi a guidare in sesta marcia un po’ troppo alla svelta.

– “Daisy, perché stiamo andando a 50km/h in sesta?”
– “Per ottimizzare i consumi Signore, ma se vuole godersi la guida le consiglio di usare la modalità Sport 2″

Ascolto Daisy e scendo dalla Serravalle verso Genova con questa configurazione, lasciandomi alle spalle quelle lente testuggini con cui mi accompagno… e le cose cambiano. La moto ha la potenza giusta per divertirsi a 130km/h e una ciclistica precisa, Daisy sposta le cambiate tra i 3000 e i 4000 giri, senza più nascondere la coppia di questo bicilindrico 1000cc. Ogni tanto ho ancora la sensazione che ci sia una marcia di troppo e allora con un intervento manuale tramite il sequenziale al manubrio la scalata è immediata.

La meccanica della doppia frizione è spettacolare perchè elimina la sensazione di stacca-attacca durante le cambiate. Le marce anche in curva entrano senza dover chiudere il gas e senza mai perdere trazione e direzionalità. No, non hai la sensazione di guidare uno scooter, ma è come se sulla moto la frizione non esistesse più. In sintesi: Honda insegna che servono due frizioni perfette per eliminare la frizione.

Ora parliamo delle prestazioni Off-road di questa Africa Twin: sono entrato in una pozzanghera… e ne sono uscito alla grande. Questo è il massimo a cui arrivo sui terreni accidentati. Ah, ho anche preso delle buche. Come tutti gli italiani che vanno in giro.

Per chi ama guidare, le due opzioni migliori sono il cambio manuale sequenziale oppure la configurazione Sport 2 o 3 con gli interventi manuali che si ritengono opportuni in base al proprio stile. Ogni tanto con Daisy si finisce a pensare e fare la stessa cosa nello stesso momento e allora si fa un po’ di casino. Mentre sei in modalità automatica lei scala, tu manualmente pure, così ti ritrovi giù di due marce invece di una. Ma è un attimo rimediare e poi in fondo… con le donne serve tempo per conoscersi.

La Honda Africa Twin si è dimostrata una moto importante per motore, ciclistica, frenata e ingombri. Nella versione che ho potuto provare, il cambio DCT mi ha offerto un modo diverso di andare in moto, un bel modo che ti lascia la possibilità sia di una guida nel traffico senza pensieri che una guida esigente e personalizzata grazie ai comandi manuali sequenziali al manubrio. Che cosa mi è mancato? Mi sarebbe piaciuto provare la sensazione di un cambio sequenziale gestito attraverso il pedale.

Ma ora arriviamo alla parte più tosta della recensione, quella senza peli sulla lingua. Ora parliamo dei difetti: l’orologio nel cruscotto era avanti di due minuti. Mi sentiranno quelli della Honda!

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa Le moto e la musica, mia moglie e gli amici, la birra e le chiacchere ma più di tutto amo cercare di capire. Le mie opinioni sono espresse dall'alto di niente. http://www.proudlyeurozero.com/ https://www.instagram.com/poweranchovy/

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