Il mio ‘incontro serale’ con la Ducati Scrambler

Carlo Portioli

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom Due ruote sempre in testa

Riassunto della puntata precedente: l’autoproclamato inviato (sfigato) di Motorlife al EICMA (il sottoscritto) pensa di andare alla presentazione dei nuovi Ducati Scrambler e invece finisce a in evento Metzeler che si dimostra molto ma molto custom (qui il resoconto).

Seconda puntata
Alla fine lo trovo per caso: Ducati presenta i nuovi Scrambler in uno spazio interno nel motoquartiere di Milano. Sono aree pensate per eventi, vecchi edifici industriali con mattoni a vista ristrutturati in cui si percepiscono le ombre dei tempi del boom economico, di quando i telefoni e le televisioni erano solo al bar, di quando venivano giù i nebbioni e nelle case c’erano le lampadine da 30 candele e i tavoli di fórmica con due sedie. Qui la gente delle case di ringhiera e gli emigranti venivano a sudarsi il salario per pagare gli studi ai figli ed emanciparli da una vita agra. Oggi i loro nipoti in queste stesse strutture partecipano agli eventi del EICMA, senza troppa consapevolezza. Tra lo scontato e l’annoiato. Invece è importante capire quanto siamo fortunati e quanto tutto questo, incluso il lusso di amare le motociclette, sia un fragile dono delle generazioni passate che vada preservato con cura.
L’area è grande e accogliente, l’allestimento di gran livello. Ogni angolo ha l’illuminazione giusta, ogni angolo è pensato in modo organico. Si vede che Scrambler è un successo che non si vedeva dai tempi del Monster 600 in termini di vendite e il 2015 è stato un anno eccezionale in casa Ducati. I tempi del Paso 750 sono alle spalle grazie a Dio! Bello il Paso, ci mancherebbe, ma provate voi a mettere insieme il pranzo con la cena vendendo la versione grassa del Cagiva C9. Il comunicato stampa e il ragazzo in tuta da meccanico con patch raccontano di 3 nuovi modelli per celebrare l’anno di nascita 1962 in colorazioni nero, arancio e verde acqua, motorizzati 400cc. Ducati pensa in grande con cilindrate che guardando ad est. Basta farsi un giro su Instagram per vedere quanti fans ha lo Scrambler in paesi come la Thailandia e Indonesia.

Differenze estetiche? Codino alto, finale all-black e specchietti rotondi in linea con il modello anni ’60. Meno male… Confesso che gli specchietti del Classic mi fanno vergognare come quando da piccolo ero costretto a cambiarmi il costume bagnato in spiaggia. Non è che siano brutti in sè, ma non c’entrano con il resto della moto e questo mi mette a disagio. Nessuna novità invece su modelli 800.

Se volete altre informazioni cercatele su Internet. Sono ovunque e vi ricordo che io scrivo qui perché ho un amico che me lo permette, non per le competenze tecniche. Vi darò invece qualche impressione in ordine sparso:
– I nuovi Scrambler soddisfano subito l’occhio con la colorazione uniforme sui tre pezzi della carrozzeria. Le linee, forse proprio per la carrozzeria più in evidenza, sembrano un po’ più armoniche
– La sensazione è che siano un pelo più compatti e con soluzioni estetiche che danno già l’idea di quale sarà il futuro restyling delle sorelle maggiori classe 800
– I nuovi modelli hanno tutti 4 stelle sul serbatoio sotto il logo: perché? Forse perché 3 faceva un po’ pensioncina e 5 faceva movimento politico
– La linea di accessori si arricchisce ed è proprio tanta roba. Azzeccatissima, con stile e qualità. Il casco Bell integrale con livrea 70s è una bomba: da metterselo e non toglierselo più neanche a letto
– La composizione dei presenti è molto giovane e multietnica: un ottimo segnale per Ducati
– Il furgoncino di Street Food fa molto “young and urban” in linea con il target dei nuovi modelli, ma in estrema sintesi ha rotto le palle. Prima o poi ne troveremo uno anche in Duomo al posto dell’altare, per attirare i giovani a messa
– A questi eventi ci sono sempre un mucchio di fotografi, ma così tanti che avranno un sacco di foto di altri fotografi mentre li stanno fotografando

Esco e decido di fare un’ultima foto all’esterno con Scrambler illuminato e logo proiettato su parete a mattoncini. Un’idea così originale che devo fare un po’ di fila, d’altronde se la fanno i fotografi con barba, camicia di Eddie Vedder ai tempi di Ten e reflex, posso farla anche io.
Saluto (non è vero, non conosco nessuno), salgo sullo Scrambler Classic (che è di mia moglie ma che non può usare senza il mio permesso scritto) e me ne torno felice a casa. Il personale feeling con lo Scrambler è ottimo: in giocattolino corto e leggero costruito intorno a un rodatissimo e affidabile motore, che accellera il giusto e frena alla grande. Voglio bene a questa moto, quindi mi sono sentito in dovere di portarla a dare il benvenuto alle sorelline minori.

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