Come vendere un’auto tra privati

Scopri la procedura per effettuare la vendita di un'auto tra privati e quanto può durare la garanzia

La vendita di un’auto tra privati è una procedura abbastanza semplice, attraverso la quale è possibile effettuare il passaggio di proprietà di un veicolo da un soggetto privato a un altro privato. Ovviamente è importante conoscere il procedimento giusto, per evitare problemi e concludere l’operazione senza errori e intoppi. Vediamo come vendere un’auto tra privati, con i passaggi da seguire per realizzare la compravendita di una vettura in maniera corretta.

Come funziona la vendita auto da privato a privato

In genere per comprare un’automobile ci si rivolge a un rivenditore specializzato, recandosi presso un autosalone per acquistare un veicolo nuovo o usato. In questo caso non bisogna preoccuparsi della parte burocratica, infatti è il professionista che si occupa di tutto il procedimento, dalla redazione del contratto al passaggio di proprietà, fino alla definizione della garanzia sul mezzo offerta dall’azienda.

Ma cosa succede in caso di atto di compravendita di un’auto tra privati? In questa circostanza l’operazione è pressoché identica, tuttavia ci sono diversi controlli da effettuare prima di finalizzare la vendita. Le verifiche sono essenziali sia per l’acquirente, in quanto deve essere sicuro di comprare una vettura senza problemi come ipoteche e fermi amministrativi, sia per il venditore che deve accertarsi delle garanzie offerte dalla controparte.

Inoltre bisogna scrivere il contratto di vendita auto tra privati per conto proprio, un passaggio non obbligatorio per legge ma consigliabile per tutelarsi contro truffe e raggiri. Si tratta infatti di una garanzia per entrambe le parti, un documento con il quale far valere i propri diritti qualora dovessero sorgere delle problematiche post-vendita. Di norma si può redigere da soli, altrimenti è comunque possibile richiedere il supporto di un professionista qualificato.

Vendita auto tra privati: la garanzia

Quando si acquista un’auto nuova il venditore deve fornire una garanzia obbligatoria per legge, coprendo eventuali difetti del veicolo per un periodo di almeno 2 anni, mentre per le auto usate è di 1 anno. La durata della garanzia può anche essere più lunga, infatti molte case automobilistiche propongono fino a 4 anni di copertura post-vendita. Nel caso delle auto elettriche la garanzia può essere ancora più estesa, partendo di solito da 5 anni o 100 mila chilometri.

Nelle vendite tra privati invece non esiste alcun tipo di garanzia per l’acquirente, quindi in presenza di malfunzionamenti dopo l’acquisto in genere il venditore privato non è più responsabile nei confronti della controparte. Tuttavia bisogna fare alcune precisazioni, infatti sono comunque previste delle tutele per la persona che compra la macchina da un soggetto privato.

La garanzia non sussiste nelle seguenti situazioni:

  • se i difetti si presentano come vizi visibili con facilità dall’acquirente, ovvero se eventuali imperfezioni e malfunzionamenti erano chiari al momento dell’acquisto ma il compratore non ha sollevato dubbi in merito;
  • quando il problema non dipende dal venditore ma dall’utilizzo del mezzo da parte dell’acquirente, il quale non può quindi vantare nessuna protezione adducendo responsabilità del venditore;
  • se il guasto è riconducibile appena all’anzianità dell’auto, come un componente usurato che deve essere sostituito, intervento che seppur costoso non può essere addebitato alla persona che ha venduto il veicolo.

Al contrario, il venditore è responsabile e l’acquirente può usufruire di una sorta di garanzia appena in alcune circostanze specifiche:

  • i vizi esistenti della vettura che provocano un danno possono essere risarciti dal venditore, se il difetto è stato causato dall’utilizzo del mezzo e non da responsabilità riconducibili al compratore, qualora il problema dovesse presentarsi poco tempo dopo l’acquisto;
  • se i difetti sono noti al venditore privato ma l’acquirente non viene informato può essere ritenuto responsabile, poiché la controparte ha comprato una macchina della quale non è stato messo a conoscenza di una serie di problematiche.

Cosa succede in caso di difetti dell’auto dopo la vendita

Come abbiamo visto, nel periodo post-vendita esistono alcuni casi in cui il venditore è responsabile di eventuali vizi del veicolo, mentre in altre situazioni l’acquirente non può rivalersi sulla persona che ha venduto la macchina. Ad ogni modo il compratore ha un anno di tempo per avviare un procedimento giudiziale, mentre dal momento in cui scopre il vizio deve informare il venditore entro un periodo massimo di 8 giorni.

Se il malfunzionamento è a carico del compratore quest’ultimo è costretto a sostenere la riparazione della vettura, di fatto pagando l’intervento di tasca propria. Altrimenti, se il venditore è ritenuto responsabile può richiedere il pagamento della riparazione, oppure uno sconto sul prezzo pattuito all’inizio prima di scoprire il problema. Nei casi più gravi l’acquirente può pretendere il rimborso dell’anticipo, con la successiva restituzione dell’auto e la risoluzione del contratto.

I controlli preliminari alla vendita dell’auto tra privati

Prima della vendita di un’automobile da un privato a un altro privato è importante eseguire sempre dei controlli, per raggiungere una corretta valutazione del veicolo ed evitare di incorrere in una truffa. Di norma il venditore fissa un prezzo di partenza, tenendo conto dei valori di mercato indicati dalle riviste di settore specializzate, considerando aspetti come il modello di auto, il chilometraggio, l’allestimento e lo stato della vettura.

Nella trattiva l’acquirente cercherà di ridurre il prezzo, utilizzando tutti i difetti riscontrati per richiedere uno sconto al venditore. Il compratore deve anche fare una visura dell’auto, per scoprire eventuali problemi amministrativi che potrebbero essere presenti sulla macchina. Inoltre è opportuno verificare i chilometri percorsi dal veicolo sul Portale dell’Automobilista, usando i servizi online della piattaforma per evitare il raggiro del contachilometri manipolato.

In caso di anomalie il potenziale compratore può richiedere l’annullamento del contratto, oppure una riduzione del prezzo che ritiene adeguata in base al problema. Il venditore infatti deve fornire informazioni veritiere e non nascondere i visi dell’auto, altrimenti rischia la risoluzione del contratto. Per questo motivo è consigliabile mostrare sempre la reale situazioni della vettura, possibilmente anche dal punto di vista meccanico recandosi insieme presso un’autofficina.

Il contratto di vendita auto tra privati

Per formalizzare la cessione di proprietà del veicolo è possibile redigere l’atto di compravendita auto tra privati, un documento non obbligatorio in questi casi ma sempre utile come ulteriore garanzia. Si tratta di una scrittura privata tra le parti, un contratto che certifica l’accordo verbale e consente di avere a disposizione una tutela maggiore in presenza di eventuali controversie post-vendita.

La stesura del contratto di vendita dell’auto tra privati non comporta alcun costo, infatti può essere utilizzato un modello gratuito disponibile online in formato PDF o Word, senza la necessità di affidarsi a un avvocato. Inoltre non bisogna pagare bolli o imposte di registrazione, quindi è a tutti gli effetti un documento senza alcun tipo di spesa aggiuntiva. All’interno spesso si inserisce la clausola “visto e piaciuto”, una condizione contrattuale con la quale l’acquirente indica di aver preso visione dello stato generale dell’auto.

Nel contratto per la compravendita di un veicolo da un privato a un privato devono essere presenti alcune informazioni essenziali:

  • generalità del venditore (nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza);
  • generalità dell’acquirente ed eventualmente del suo rappresentate legale;
  • dati del veicolo (targa, tipologia, numero del telaio);
  • prezzo dell’auto oggetto della compravendita;
  • firme delle controparti con data e ora.

Il passaggio di proprietà dell’auto per la vendita tra privati

Un passaggio obbligatorio in caso di compravendita di una macchina tra due soggetti privati è invece il passaggio di proprietà, con il quale viene realizzato il cambio di intestatario del veicolo e l’aggiornamento del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). La procedura richiede la presenza dell’acquirente e del venditore davanti un pubblico ufficiale, il quale può essere un notaio o un funzionario del Comune di competenza.

In queste circostanze è possibile redigere l’atto di vendita e autenticare le firme, acquistando un’apposita marca da bollo di 16 euro. Dopodiché si hanno 60 giorni di tempo per realizzare il passaggio di proprietà vero e proprio, recandosi negli uffici PRA/ACI per la trascrizione. Per velocizzare l’operazione è possibile effettuare la procedura presso un’agenzia di pratiche auto o uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), in questo modo si possono autenticare le firme e fare il passaggio di proprietà allo stesso tempo.

Tra i documenti necessari servono:

  • certificato di proprietà cartaceo o digitale;
  • carta di circolazione;
  • atto di vendita;
  • documenti d’identità delle controparti;
  • codici fiscali delle controparti;
  • modulo NP3C per la richiesta di iscrizione presso il PRA;
  • modulo TT2119 per l’aggiornamento della carta di circolazione.

Dal primo ottobre 2021 con il passaggio di proprietà viene rilasciato il nuovo DUC, il Documento unico di circolazione e di proprietà, un certificato unico che sostituisce i due attestati distinti del libretto di circolazione e del certificato di proprietà del veicolo. In questo modo è possibile risparmiare sulle operazioni al PRA, scendendo a circa 61 euro per realizzare il passaggio di proprietà del veicolo.

Vendita auto tra privati: il pagamento

Per concludere la vendita dell’auto tra privati l’acquirente deve effettuare il pagamento, versando al venditore l’importo stabilito per la vettura oggetto della compravendita. Il versamento deve avvenire con un metodo tracciabile, per evitare qualsiasi tipo di problema, realizzando ad esempio un bonifico bancario oppure un assegno circolare. Alla ricezione del pagamento il compratore riceverà le chiavi della macchina, entrando effettivamente in possesso della vettura.

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