Tasse sull’auto aziendale: cosa cambia nel 2021

Come previsto dalla Finanziaria 2020, a partire dal 1 gennaio aumentano le aliquote per le auto più inquinanti

Anno nuovo, tassazione nuova. Per i dipendenti assegnatari di un’auto aziendale in “fringe benefit”, lo scoccare della mezzanotte del 1 gennaio 2021 è coinciso con un deciso aumento della tassazione sui chilometri percorsi. Come noto, infatti, le auto aziendali in “fringe benefit” sono quelle a uso promiscuo: i dipendenti possono utilizzarle sia durante l’orario lavorativo sia quando non sono “in servizio”, a patto che paghino proporzionalmente ai chilometri effettuati.

Per effetto della riscrittura dell’articolo 51, comma 4 lettera a del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (il TUIR, per intendersi) avvenuto con la Finanziaria 2020, la tassazione sui chilometri percorsi dalle auto aziendali a uso promiscuo è passata dall’essere un valore fisso (30% per tutti, indipendentemente dal modello di auto utilizzato) a un valore variabile e proporzionale alle emissioni di CO2 del veicolo. Un cambio radicale che premia i veicoli più ecologici ma che, allo stesso tempo, attirato non poche critiche da parte di aziende e, soprattutto, dipendenti.

E, come accennato, a partire dal 1 gennaio 2021 il livello di tassazione (calcolato in base alle tabelle che l’ACI rilascia annualmente e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2020) sarà ancora più elevato rispetto a quello dei sei mesi precedenti. Come previsto dalla Legge di Bilancio 2020, la tassa sulle auto aziendali a carico del dipendente sarà articolata in quattro fasce:

  • 25% per le auto con emissioni inferiori ai 60 grammi di CO2 per chilometro percorso;
  • 30% per le auto con emissioni comprese tra 60 grammi e 159 grammi di CO2 per chilometro percorso;
  • 50% per le auto con emissioni comprese tra 160 grammi e 189 grammi di CO2 per chilometro percorso;
  • 60% per le auto con emissioni superiori ai 190 grammi di CO2 per chilometro percorso.

In particolare, le ultime due fasce hanno visto ulteriormente crescere la percentuale di tassazione sulle distanze coperte con l’auto aziendale rispetto ai 6 mesi precedenti. Tra luglio e dicembre, infatti, le auto tra 160 e 190 grammi di CO2 emesso pagavano un’aliquota del 40%, mentre per le auto pià inquinanti l’aliquota era del 50%. Insomma, in entrambi i casi a partire dal 2021 i dipendenti con auto aziendale dovranno pagare il 10% in più di tasse.

A questo “scatto”, poi, si aggiunge anche un cambio di normativa a livello europeo che potrebbe riservare sorprese poco piacevoli per alcuni utenti. Come previsto dal Regolamento Ue 2017/1153, dal 1 gennaio 2021 i costruttori di auto dovranno indicare solamente i dati delle emissioni relativi ai test effettuati secondo il ciclo WLTP, mandando di fatto in pensione il modello NEDC. Come noto, i test con ciclo WLTP restituiscono risultati più elevati rispetto a quelli effettuati in base alle direttive del modello più datato.

Questo vuol dire che il passaggio dal NEDC al WLTP potrebbe comportare il passaggio da un’aliquota più bassa a quella superiore, con un ulteriore aggravio rispetto al passato. Chi guida un’auto di grossa cilindrata, ad esempio, potrebbe trovarsi a pagare un’aliquota doppia rispetto a quella pagata fino allo scorso anno.

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