Come funziona lo scooter sharing

Scopri che cos'è lo scooter sharing, qual è il suo funzionamento e dove è attivo in Italia

Lo scooter sharing è un servizio attivo in Italia ormai da qualche anno, non è quindi una novità, ma è ovvio che con il passare del tempo diventa una soluzione sempre più conosciuta e utilizzata e quindi anche affinata in ogni minimo particolare, per offrire un servizio migliore agli utenti. Anche il numero delle persone che decide di utilizzare lo scooter sharing è in aumento nelle città che offrono oggi questa tipologia di servizio. Una realtà simile allo scooter sharing è il car sharing, che ormai tutti sappiamo bene come funziona. Quali differenze ci sono nello scooter sharing? Vediamo tutto quello che bisogna sapere.

Scooter sharing: di che cosa si tratta

Il concetto di scooter sharing è molto semplice e riprende proprio quello del car sharing, solo che utilizza i comodi mezzi a due ruote per viaggiare in città, anziché le auto. La moto scelta viene usata per un periodo di tempo scelto e poi deve essere riconsegnata. In realtà i metodi di utilizzo dello scooter sharing sono differenti, non uno solo, un esempio è quello che possiamo paragonare a ‘chiedere un passaggio’.

Il funzionamento è molto semplice, la maggior parte dei servizi dà la possibilità di cercare online e anche tramite app il benzinaio o la postazione più vicina dove ritirare il mezzo. Bisogna registrarsi per poter confermare, è necessaria la carta di credito come garanzia, gli utenti devono avere almeno 21 anni di età e la prenotazione è molto semplice.

Dal momento della conferma l’utilizzatore ha tempo massimo un’ora e mezza per andare a ritirare lo scooter e per i primi 15 minuti non viene chiesto nessun versamento. Una volta trascorso il primo quarto d’ora, allora viene detratto anche il costo della prenotazione. Nelle città in cui viene offerto il servizio di scooter sharing in genere ci sono differenti punti dove è possibile terminare il noleggio e rilasciare il mezzo. Per tutte le informazioni specifiche e le tariffe è utile consultare i siti internet e le app dei servizi.

Altra tipologia di servizio è quella che mette in contatto differenti utenti che hanno bisogno di un passaggio con chi ha un motorino e dà la sua disponibilità. Si tratta di una community vera e propria, alla quale si possono iscrivere tutti, sia chi ha bisogno di un passaggio in moto, sia i biker che sono disponibili a dare ‘uno strappo’ a chi è a piedi.

Come funziona lo scooter sharing?

L’utente interessato richiede il mezzo all’indirizzo preciso e all’orario in cui gli serve, il biker disponibile si deve presentare puntuale e portarlo a destinazione. Non è necessaria alcuna tipologia di scambio di soldi, il compenso pattuito si riceve sempre attraverso l’app o il sito del servizio. L’utente che ha usufruito del passaggio rilascia il giudizio (da 1 a 5 stelle).

Requisiti per diventare un biker scooter sharing:

  • avere la patente;
  • il mezzo deve essere idoneo;
  • lo scooter deve essere coperto da regolare assicurazione;
  • devono ovviamente esserci due caschi.

Le città italiane che offrono il servizio di scooter sharing sono preparate a livello di strutture e di sicurezza. Si tratta di un’offerta comoda per molti utenti, sia per chi non ha un mezzo proprio, sia per chi rimane improvvisamente a piedi invece con il proprio motorino e deve andare a scuola o al lavoro.

I costi del servizio di scooter sharing

Durante il periodo in cui si prende il motorino a noleggio è possibile uscire dalla zona di competenza, ma una volta terminato il servizio (quando si prende il mezzo autonomamente e non attraverso la richiesta di passaggio), lo scooter in genere deve essere parcheggiato all’interno dell’area. Le tariffe dipendono dalla società di sharing, in media si parla di 0,29 euro al minuto o 0,24 euro se si decide di prendere un pacchetto di minuti prepagato (ad esempio 250 minuti possono costare in tutto 60 euro).

Attraverso il sito internet o l’app dedicata è possibile localizzare e prenotare lo scooter più vicino. Altre compagnie richiedono il pagamento di una media di 0,26 euro al minuto oppure di una tariffa oraria forfettaria di 4,90 euro o giornaliera di 19,90 euro. A volte sono previsti anche degli sconti per le aziende e gli studenti.

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