Come calcolare il rimborso chilometrico e quali sono le tabelle Aci 2018

Ecco come richiedere l'indennità chilometrica per le trasferte con auto promiscua e come scaricare il costo auto per ditte individuali

Il rimborso chilometrico ACI è una perfetta soluzione per quelle aziende che devono rimborsare i propri lavoratori, i quali, per varie necessità, mettono a disposizione la propria automobile per l’attività professionale.

In particolare, il diritto al rimborso chilometrico matura quando il dipendente va in trasferta. Esistono, tuttavia, due tipi di trasferta che hanno applicazioni differenti:

  • Trasferta fuori dal territorio comunale della sede lavorativa
  • Trasferta all’interno dell’ambito comunale

È necessario, inoltre, non confondere la trasferta con il trasferimento, anche se la normativa non prevede un numero di giorni massimo: anche le permanenze più lunghe di 240 giorni possono rientrare nella disciplina delle trasferte, se legate a particolari casi (ad esempio quando un dipendente viene mandato a seguire un cantiere fino alla sua conclusione).

Come funziona il rimborso chilometrico con auto aziendale

Per poter usufruire del rimborso chilometrico ACI, riguardante l’utilizzo dell’auto aziendale ad uso promiscuo, è necessario presentare una documentazione apposita, sia da parte del datore di lavoro sia dal dipendente e/o collaboratore autonomo. Tale compenso, infatti, è dovuto nel caso in cui ci sia stata una preventiva autorizzazione scritta da parte dell’azienda o del dipendente ad effettuare una trasferta con auto aziendale. All’interno del documento, relativo all’incarico, dovrà essere presente, oltre alla motivazione per cui si autorizza il tragitto con la vettura, anche il compenso previsto per ogni chilometro percorso.

Generalmente il costo chilometrico, se relativo ai costi proporzionali e se effettuato al di fuori del Comune, non viene tassato secondo l’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui i costi non siano proporzionali (i cosiddetti “fringe benefit”) e vengano effettuati all’interno del Comune, essi sono tassati come fossero un reddito. In qualsiasi caso, il rimborso viene inserito, ogni mese, nella busta paga del dipendente con fatture e/o ricevute.

Altra scelta che il datore di lavoro può operare è quella di acquistare una o più autovetture e tenerle in azienda a disposizione di quei lavoratori che devono andare in trasferta. In tal modo, con l’utilizzo di un’auto concessa per uso esclusivamente aziendale, il dipendente dovrà recarsi presso la sede di lavoro, prendere l’auto aziendale e con quella recarsi sul luogo della trasferta. In questo modo il lavoratore non vedrà nulla relativo all’uso dell’auto aziendale nella sua busta paga, a meno che non sostenga dei costi per l’utilizzo della stessa (come il pedaggio dell’autostrada o il pagamento della benzina). In quest’ultimo caso, le somme sostenute dal lavoratore verranno rimborsate analiticamente, senza che il compenso sia soggetto a contribuzione o sia fiscalmente imponibile.

Come funziona il rimborso chilometrico per una ditta individuale

Nel caso in cui si abbia una società oppure una partita IVA individuale e si desideri pagare meno tasse, è possibile scaricare il costo auto per ridurre la base imponibile. In pratica, è necessario trasformare le spese che si sostengono per il lavoro (come andare in banca, dai clienti o dai fornitori) in un “costo fiscale”. Inoltre, è possibile scaricare il costo auto per quanto riguarda i tagliandi, il cambio delle gomme, l’assicurazione, il bollo e tutto ciò che riguarda il funzionamento dell’automobile. Tuttavia c’è una limitazione: il fisco impone che si possa scaricare il costo auto solo al 20% (con eccezione di chi svolge la professione di tassista o rappresentante).

L’importante è che i rimborsi chilometrici siano documentati con la nota spese ed inseriti nel libro unico del lavoro. Chiaramente ognuno di essi deve essere giustificato e non inventato.

Quando e come può essere chiesta l’indennità chilometrica

L’indennità chilometrica viene determinata sulla base delle tabelle ACI, ovvero quei prospetti, aggiornati annualmente, che quantificano precisamente il compenso spettante al lavoratore.

In particolare, per determinare il cosiddetto “calcolo dei costi chilometrici di esercizio”, si può accedere al sito web dell’ACI e svolgere un’operazione piuttosto semplice che, in pochi click, consente di quantificare i valori del risarcimento anche sulla base dei singoli modelli di autovetture, motocicli, ciclomotori, furgoni e fuoristrada, nonché il prezzo dei carburanti ed i limiti della deducibilità fiscale dal reddito di impresa. Per i possessori di dispositivi Apple è inoltre possibile scaricare un’app per smartphone che svolge tali funzioni.

Come calcolare i km percorsi e il consumo di carburante

Il modulo di calcolo presente nel sistema ACI è piuttosto standardizzato: è necessario inserire i propri dati personali, quelli del veicolo utilizzato (comprensivi di marca, modello e targa) e quelli più specifici del viaggio (luogo di partenza, di arrivo, ecc.). In quest’ultimo caso verranno contati i chilometri totali percorsi, i quali saranno moltiplicati al costo chilometrico assegnato (ad es 100 km andata + 100 km ritorno, per la quota di rimborso pari a 0,8 €/km= 80 euro). Nelle quote per il rimborso chilometrico è compresa anche l’IVA. Tuttavia, chi utilizza un furgone, ha la possibilità di scegliere il calcolo del costo per i chilometri percorsi al netto di IVA, semplicemente selezionando l’apposita opzione nel pannello dedicato.

Per quanto riguarda il rimborso carburante, i prezzi variano a seconda del distributore e della regione, quindi non è per nulla semplice ottenere un unico criterio efficace, valido per tutte le vetture ed i tipi di utilizzo. L’ACI ha quindi deciso di basare i conti sui prezzi dei carburanti (metano, benzina, GPL), indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Metanauto e che vengono aggiornati al mese corrente.

Le tabelle Aci 2018 per i rimborsi chilometrici

Periodicamente la Gazzetta Ufficiale pubblica delle tabelle ACI comprensive dei costi chilometrici standard di quasi ogni modello di automobile presente in Italia. Nel caso in cui in queste tabelle non fosse presente il veicolo utilizzato in modo promiscuo, sarà necessario prendere a riferimento il modello di autovettura più simile al proprio.

Per sapere quali sono le tabelle ACI 2018 basterà scaricare la documentazione presente ai seguenti indirizzi:

 

MOTORI Come calcolare il rimborso chilometrico e quali sono le tabelle Aci&nb...