Revisione più semplice per i veicoli storici

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile sono venuti incontro alle richieste dei collezionisti: dal 20 novembre cambia la revisione.

Revisionare un veicolo di interesse storico o collezionistico sarà più facile, veloce e sicuro. Se in principio era necessario recarsi nei centri provinciali della Motorizzazione Civile per questi mezzi “speciali”, dal prossimo 20 novembre tutti i veicoli immatricolati entro il 1° gennaio 1960 potranno ricevere la revisione periodica in qualsiasi officina autorizzata.

A decidere questo cambio di rotta è stato il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, che ha ascoltato in maniera attiva il mondo dei collezionisti e dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI) andando incontro a delle richieste che la più grande associazione di settore muoveva già da diverso tempo. Spesso infatti i collezionisti erano costretti anche a spostarsi per diversi chilometri pur di raggiungere il centro provinciale della Motorizzazione autorizzato alla revisione, con un viaggio non proprio facile da gestire per un mezzo ultra-cinquantennale.

Alberto Scuro, presidente ASI, ha commentato con soddisfazione l’accordo raggiunto col nuovo provvedimento: “Si conclude un lungo percorso che la nostra associazione stava portando avanti da anni con la collaborazione della Motorizzazione. L’emanazione del provvedimento, già previsto e dettagliato a fine 2019, è arrivata finalmente alla firma del Ministro Enrico Giovannini. I veicoli storici costituiscono un patrimonio culturale da promuovere, difendere e tutelare. Ridurre la burocrazia e semplificare le procedure per mettere in regola la propria auto o la propria moto classica vale più di incentivi economici”.

Dal 20 novembre dunque occorrerà cercare le officine autorizzate per la revisione periodica dei veicoli storici, eccezion fatta se il mezzo non può affrontare le prove sui rulli dinamometrici delle normali autofficine. In tal caso, fanno sapere, sarà comunque necessario rivolgersi presso le sedi provinciali della Motorizzazione, con i controlli della frenata che si svolgeranno con l’uso di un dispositivo GPS ed il veicolo alla velocità di almeno 40 chilometri orari per calcolare una decelerazione superiore a 4,5 metri al secondo. Nel nuovo decreto è stata inserita anche la deroga al controllo delle emissioni per i veicoli costruiti prima del 4 agosto 1971.

Attenzione però a non confondere auto storiche con auto d’epoca. Le prime sono quelle cui viene riconosciuta una rilevanza storica o collezionistica certificata e possono circolare regolarmente su strada purché risultino conformi alle norme, le seconde (leggi qui come iscrivere la tua auto d’epoca all’ASI) invece sono quelle cancellate dal P.R.A. perché destinate alla conservazione in musei o locali pubblici e privati, e la loro circolazione su strada può essere consentita soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati.

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