Quanto perde di valore un’auto negli anni: il calcolo

Qualsiasi tipologia di auto subisce la cosiddetta svalutazione, che dipende da differenti fattori e che in particolare è la perdita di valore nel tempo

L’auto è un bene prezioso, nonostante ormai sia praticamente di prima necessità per la maggior parte di noi. È importante sapere che ogni veicolo subisce la naturale perdita di valore nel tempo, il cosiddetto processo di svalutazione.

I fattori che incidono sulla svalutazione dell’auto

Tra i vari elementi che pesano sulla perdita di valore di un veicolo ci sono:

  • l’età del mezzo;
  • il tipo di alimentazione;
  • le condizioni generali in cui si trova l’auto;
  • il numero di chilometri percorsi.

Ma anche il mercato è uno dei fattori che più di tutti incide sul valore dell’auto usata, perché è proprio quello che muove i prezzi; ci sono modelli o brand specifici che possono essere più ambiti e richiesti dal cliente, ottenendo quindi una migliore quotazione nel tempo.

Perché è importante calcolare il valore residuo dell’auto

Il calcolo è fondamentale, il dato che si ottiene infatti è utile sia all’acquirente che al venditore. Il soggetto che acquista dovrebbe sapere il valore residuo dell’auto per riuscire a lavorare meglio la trattativa col venditore, cercando di capire se è possibile proporre un prezzo più basso rispetto a quello inizialmente richiesto. Ma anche chi vende un veicolo dovrebbe sapere il valore residuo, per poter fissare un prezzo competitivo e accettabile.

Per calcolare il valore residuo dell’auto esistono differenti metodi, tutti molto validi. Vediamo tutto quello che bisogna sapere a riguardo.

Svalutazione auto: cosa intendiamo

Si tratta nello specifico della perdita di valore dell’auto nel tempo. Tutti i beni in commercio, compresi i veicoli, perdono valore col passare dei mesi, degli anni. Il tasso di svalutazione cambia però a seconda di differenti elementi e fattori e anche del bene a cui si fa riferimento.

La svalutazione dell’auto è in pratica la differenza tra il valore d’acquisto del mezzo e quello fissato al momento della vendita. È chiaro che l’auto, nel tempo, subisce un deprezzamento, a causa di questi elementi specifici, che abbiamo già accennato in precedenza:

  • età: molto dipende dall’anno in cui la vettura è stata immatricolata. Man mano che il veicolo “invecchia” perde il suo valore, perché diventa sempre meno affidabile rispetto alle auto nuove;
  • condizioni generali e stato di manutenzione del veicolo: per avere una buona valutazione, l’auto deve essere tenuta bene, in buono stato, nonostante l’età. Eventuali danni, malfunzionamenti o parti mancanti possono variarne il valore. Un consiglio per mantenere la vettura in buono stato? Rispettare le scadenze per il tagliando e la revisione, usare l’auto in maniera corretta alla guida e curarne interni e carrozzeria;
  • chilometri percorsi: elemento che influisce molto sul valore residuo dell’auto. È chiaro che una vettura che ha viaggiato per 150mila chilometri sia più usurata rispetto a una che ne ha percorsi solo 50mila, a parità (o quasi) di altri fattori;
  • mercato: questo è il fattore fondamentale che incide sulle quotazioni di qualsiasi bene, veicoli compresi.

Attenzione però a un aspetto fondamentale da tenere a mente, nonostante quanto detto sinora: la svalutazione dell’auto è un fenomeno dinamico e in variazione continua. Cambia infatti nel tempo, influenzato da condizioni specifiche differenti, che possono essere legate al modello di vettura, alla Casa produttrice o al tipo di veicolo, ma anche dalle condizioni del mercato in generale. Ci sono vetture che perdono rapidamente valore nei primi anni di vita, e poi si stabilizzano nei successivi, subendo una svalutazione minore rispetto ad altre.

Emergenze, eventi imprevisti e varie occorrenze esterne (un esempio molto vicino a noi, che ha condizionato moltissimo il mercato automobilistico – e non solo ovviamente – è la pandemia di Covid-19, che ancora lascia strascichi) possono influenzare il tasso di svalutazione delle auto.

Valore residuo di un’auto usata: i metodi per calcolarlo

La differenza tra il valore effettivo che aveva il veicolo nel momento in cui è stato immatricolato e acquistato e quello che ha invece nell’istante in cui viene smaltito o rivenduto a terzi è quello che possiamo chiamare valore residuo dell’auto.

Come si calcola? Ci sono differenti modi per poterlo stabilire, ma non ne esiste uno migliore dell’altro, dipende molto da quelli che sono i bisogni e le esigenze del soggetto che ha intenzione di vendere il veicolo. Ogni metodo, tra l’altro, ha chiaramente i suoi punti di forza e di debolezza. Vediamo insieme quali sono i più usati per calcolare il valore residuo di una vettura e come funzionano:

  • seguire le valutazioni online: si tratta del metodo che consente di ottenere le valutazioni prendendo in esame delle app dedicate o dei siti web creati appositamente per questo scopo. In pochi click e una manciata di minuti chiunque può riuscire a ottenere la valutazione del valore residuo della sua auto usata. Strumento molto comodo e per tutti, attenzione però che le informazioni che vengono fornite siano assolutamente veritiere e affidabili;
  • conoscere le quotazioni: metodologia che consente di confrontare il prezzo di mercato di un modello specifico con altri simili in determinate caratteristiche, tra cui le condizioni generali, l’età e il numero di chilometri percorsi. È il procedimento consigliato per coloro che hanno intenzione di vendere o di comprare una macchina usata, perché dà la possibilità di ottenere un’idea abbastanza realistica del valore del mezzo, meno approssimativa. Attenzione: le quotazioni possono cambiare a secondo del momento esatto e del luogo in cui vengono effettuate le valutazioni stesse dell’auto;
  • consultare i listini ufficiali: in questo caso si fa riferimento ai listini ufficiali di vendita o di acquisto delle auto, che le aziende o le associazioni specializzate pubblicano. In genere si tratta di documenti che sono ritenuti tra i più attendibili, per il fatto che si basano su dati oggettivi, ma anche perché vengono costantemente e frequentemente aggiornati. Ci sono però anche degli svantaggi legati a questo sistema, primo su tutti l’accessibilità, che non sempre è semplice per tutti, e anche il fatto che spesso i suddetti listini non sono disponibili per tutti i tipi di auto, ma soltanto per alcune marche e modelli specifici.

Il consiglio degli esperti è comunque quello di affidarsi a più fonti per calcolare il valore residuo di una vettura usata, in modo da avere un’idea più realistica del prezzo e della valutazione del mezzo.