Parcheggiatori abusivi, la richiesta di pagamento è estorsione

Una sentenza stabilisce che le richieste illecito di denaro per il parcheggio sono da considerare un reato

La richiesta di denaro in via abusiva per un parcheggio è considerata estorsione. È questa la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione e che è destinata a fare giurisprudenza in merito a tutti i casi di parcheggiatori abusivi che richiedono soldi agli automobilisti.

La sentenza numero 30365 è stata depositata lo scorso 5 luglio ma è destinata ad entrare nella storia, profilandosi come un monito per tutti coloro che si improvvisano parcheggiatori e richiedono una quota forfettaria per un posto auto minacciando il proprietario di danni alla vettura.

Il caso che ha portato alla sentenza si è verificato all’esterno del Campolongo Hospital di Eboli, comune in provincia di Salerno. Un cliente della clinica era stato avvicinato da un parcheggiatore abusivo che pretendeva due euro per il parcheggio dell’auto. Di fronte al diniego dell’uomo, il parcheggiatore ha minacciato danni all’auto, ma, anziché cedere alle minacce, l’automobilista ha preferito recarsi a denunciare l’episodio presso il locale comando dei Carabinieri.

A danno del parcheggiatore abusivo si sono espressi tutti i gradi di giudizio: nonostante lo stesso abbia richiesto di derubricare il reato da estorsione a violenza privata, la seconda sezione penale presieduta da Davigo ha mantenuto la sentenza, non riscontrando gli estremi della violenza privata in una minaccia comunque sussistente in quanto tale nonostante l’intimidazione non sia andata a buon fine. Ulteriore aggravante è la richiesta di un ingiusto profitto, ossia la quota richiesta all’automobilista dal parcheggiatore abusivo.

La sentenza della Corte di Cassazione scrive quindi una pagina importante nella lotta ai parcheggiatori abusivi. Solo l’anno scorso, Polizia e Carabinieri, al termine di una richiesta pervenuta dagli stessi cittadini di Salerno, ha arrestato otto parcheggiatori abusivi, e disponendo per altri 27 gli arresti domiciliari.

A Salerno, infatti, il fenomeno era molto diffuso e spesso i cittadini, tormentati e assediati, dovevano fronteggiare richieste che arrivavano anche a cinque euro. Dietro l’organizzazione di questa attività estorsiva, di cui una parte sarebbe gestita dalla criminalità organizzata, un giro particolarmente fruttuoso, tanto da estendere il fenomeno anche oltre i confini della Campania. Dallo scorso 5 luglio, però, la richiesta di soldi per parcheggiare su strade pubbliche è da considerarsi un vero e proprio reato da inquadrare tra le maglie dell’estorsione.

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