Le riprese della dashcam in auto sono valide ai fini assicurativi?

Arrivano anche in Italia le Dashcam, anche se la legge ancora non ne prevede l'utilizzo ai fini assicurativi

Una delle novità più importanti degli ultimi anni per i conducenti degli autoveicoli è la dashcam; si tratta di una telecamera di dimensioni contenute che viene montata nell’abitacolo e che riprende ciò che avviene all’interno ed all’esterno dell’auto. questo dispositivo è molto diffuso in Russia e negli USA, mentre nel nostro paese è una novità, ancora di più della Black Box. La scatola nera permette di registrare la velocità di un autoveicolo, la sua posizione e anche gli eventuali urti subiti. Allo stesso modo la dashcam riprende ciò che avviene, e il collegamento con una centrale di raccolta dati registra i fatti.

In altri paesi, dove la dashcam è molto utilizzata, i dati registrati dalla telecamera possono essere utilizzati ai fini assicurativi, per verificare l’andamento dei fatti in caso di sinistro, incidente, infrazione del codice stradale. Ma in Italia questo è possibile? Nel nostro paese non esiste una normativa in merito, quindi è necessario appoggiarsi alla più generale regolamentazione della produzioni fotografiche e cinematografiche. Quindi sarà possibile usare le riprese della dashcam per verificare, a fini legali o per l’assicurazione, le responsabilità dei guidatori coinvolti in un incidente?

Il Codice Civile italiano regolamenta in modo molto ampio l’utilizzo in sede processuale di qualsiasi materiale registrato: fotografie, filmati, riprese, registrazioni informatiche. Questi dati rappresentano una chiara prova dai fatti avvenuti solo se colui contro cui vengono utilizzati non ne disconosce “la conformità ai fatti o alle cose medesime”. Questo significa che, nel momento in cui si presentano in tribunale delle riprese effettuate con la dashcam la persona cui si riferiscono ha la facoltà di dichiarare che tali riprese non sono veritiere. In questo caso il giudice non potrà tenerne conto. Se invece la persona ripresa dichiara in prima battuta che le riprese corrispondono effettivamente ai fatti avvenuti, allora tali riprese rappresentano nella loro totalità una prova inconfutabile.

La legge italiana è lacunosa in questo senso, perché dispositivi come le dashcam e le Black Box sono utili solo se i dati raccolti da essi possono essere utilizzati in caso di controversia legale, altrimenti rimangono dei meri gadget senza nessun applicazione nella vita reale. Sarebbe opportuno rendere i dati raccolti con questi dispositivi utilizzabili in tribunale, magari sotto l’esame di un esperto.

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