Incidente in retromarcia: di chi sono le colpe e quali le eccezioni

Effettuare la retromarcia è un processo delicato, soprattutto se ci si trova in un centro cittadino. Ecco le eventuali responsabilità in caso di incidente

Guida in città non è sempre la cosa più semplice al mondo. Effettuare una retromarcia in centro, affollato, può risultare un’impresa. Occorre prestare attenzione a svariati elementi, considerando un numero imprecisato di variabili. Dalle auto in attesa, non sempre cortesi e disposte a resistere alla tentazione di un risicato sorpasso, alle persone che, quasi per magia, riescono puntualmente a trovare il tempo d’infilarsi nello spazio di manovra, inconsapevoli del rischio corso.

In un caso del genere ad esempio, cosa prevede la legge? Avrebbe la meglio in tribunale la persona fisicamente danneggiata o il guidatore che, con l’ausilio delle luci posteriori, aveva correttamente segnalato la propria retromarcia?

Le auto di nuova generazione garantiscono dei sensori di parcheggio, che consentono di fermare repentinamente l’auto dopo aver rivelato un nuovo ostacolo. A ciò si aggiungono le telecamere di parcheggio, che permettono agevolmente di visionare quanto accade alle proprie spalle, senza doversi affidare unicamente agli specchietti retrovisori, che offrono una visibilità limitata.

Una recente sentenza della Cassazione risponde al quesito. Si parte dall’assunto che tra i giudici è ormai un principio consolidato quello che preveda la manovra della retromarcia in situazioni di totale controllo della strada. Il guidatore, qualora non riesca ad assicurarsi pienamente dell’assenza di pedoni, potrà anche sfruttare l’ausilio di una terza persona.

Il conducente è dunque tenuto a utilizzare ogni forma di cautela per procedere in sicurezza, avvalendosi anche dell’ausilio di un passeggero o un pedone. Detto questo, chi fa retromarcia, provocando un danno a un passante, avrà dunque torto. Un risultato negativo per il guidatore, anche se il danneggiato avesse tentato di infilarsi per tempo nello spazio vacante, noncurante del pericolo.

L’unica possibilità per il guidatore di non dover corrispondere i dovuti danni al pedone risiede nelle prove. Qualora questi possa fornire al giudice la prova dell’incosciente inserimento del danneggiato, allora le responsabilità verrebbero di colpo capovolte. Riuscirci però è un compito arduo, considerando come le comuni dash cam vengono solitamente installante nella parte frontale dell’auto.

La colpa ricade dunque su chi fa retromarcia, salvo prova contraria. Su questi ricadranno le conseguenze penali per il reato di lesioni. Per quanto concerne invece la componente risarcitoria, questa rientrerà nelle responsabilità dell’assicurazione, restando ovviamente all’interno del limite del massimale indicato dalla polizza.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Incidente in retromarcia: di chi sono le colpe e quali le eccezio...