Euro 6d e Euro 5, le novità 2020

Dal 1 gennaio 2020 entrano in vigore nuove normative europee sulle emissioni inquinanti. Cosa cambia per chi guida

Molti, magari, non se ne sono ancora resi conto, ma siamo ufficialmente entrati in una nuova era del settore automobilistico e motociclistico. E’ infatti entrato in vigore l’obbligo di immatricolare automobili omologate alla direttiva Euro 6d Standard e moto omologate alla normativa Euro 5. Un salto evolutivo notevole, che ha forzato i produttori (soprattutto quelli motociclistici) a rivedere pesantemente i loro listini vendita.

A causa delle nuove norme sulle emissioni inquinanti dei motori termici, infatti, molte due ruote sono state ritirate dal commercio, e sostituite da una nuova generazione di motocicli con emissioni e dispositivi di sicurezza in linea con quanto previsto dalla nuova normativa europea. Esattamente, però, cos’è la direttiva Euro 6d Standard e cos’è la direttiva Euro 5? E quando entreranno in vigore e quali saranno le loro conseguenze su automobilisti e motociclisti? Scopriamolo insieme.

Cos’è la direttiva Euro 6d Standard per le automobili

Evoluzione della direttiva Euro 6d-Temp entrata in vigore il 1 settembre 2019, la direttiva Euro 6d Standard si applica a tutte le automobili immatricolate a partire dal 1 gennaio 2020. Anche se sono passati appena tre mesi dalla direttiva “temporanea”, la standard abbassa ulteriormente i limiti di emissione dei motori delle automobili. I valori degli ossidi di azoto NOx passeranno da 126 a 90 mg per chilometro percorso per i motori a benzina e da 168 a 120 mg per chilometro percorso per le auto diesel.

Sul fronte dell’anidrite carbonica, invece, la media delle emissioni dovrà essere inferiori ai 95 grammi per chilometro percorso per tutti i modelli del gruppo. Se la media dovesse essere superiore, le case automobilistiche dovranno pagare una sanzione di 95 euro per ogni grammo aggiuntivo di CO2 emessa.

Cos’è la direttiva Euro 5 per le moto

Come accennato, per il settore motociclistico il passaggio dalla direttiva Euro 4 a quella Euro 5 rappresenta un vero e proprio “cambio di paradigma”. Tutti i motoveicoli della categoria L (ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli) venduti nell’Unione Europea dovranno “sottostare” a norme e limiti molto più stringenti, che per la prima volta equiparano le due ruote alle quattro ruote.

Nello specifico, i limiti di emissioni della direttiva Euro 5 per le moto sono: 1 grammo per chilometro percorso per il monossido di carbonio, 0,1 grammi per chilometro percorso per gli idrocarburi incombusti (HC) e 0,06 per i gli ossidi di azoto.

Direttiva Euro 6d Standard e direttiva Euro 5: entrata in vigore e conseguenze

Formalmente, l’entrata in vigore di entrambe le direttive è prevista per il 1 gennaio 2020, anche se i produttori di motocicli potranno godere di una deroga e fino al 31 dicembre 2020 potranno continuare a vendere i motoveicoli omologati secondo la direttiva Euro 4. Le sanzioni previste per le maggiori emissioni di CO2 delle auto, invece, potrebbero far lievitare i prezzi dei veicoli più inquinanti.

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