Demolire un motorino: come procedere

Scopriamo, insieme, quali sono i passi fondamentali per procedere alla demolizione di un motorino, rispettando la normativa

La demolizione di un ciclomotore può sembrare, a prima vista, un’operazione molto semplice. In realtà però ci sono alcuni vincoli da rispettare in quanto lo stesso deve essere consegnato ad un’officina di demolizioneautorizzata che dovrà a sua volta rilasciare un’idonea certificazione di avvenuta demolizione. Questo documento è molto importante in quanto solleva il vecchio proprietario da ogni responsabilità.

La normativa attualmente in vigore non prevede alcun obbligo, da parte del proprietario del ciclomotore, di comunicare al Pubblico Registro Automobilistico o alla Motorizzazione Civile, l’intenzione di demolirlo. Questo perchè non si tratta di un bene mobile registrato. L’unico obbligo è quello di ricorrere ad un demolitore autorizzato che dovrà rilasciare un certificato di avvenuta demolizione che solleverà il proprietario da qualsiasi responsabilità.

La procedura per demolire un ciclomotore è abbastanza semplice e molto veloce. Il proprietario del veicolo dovrà presentare ad uno degli Uffici della motorizzazione civile del Dipartimento per i trasporti terrestri o ad un’impresa esercente servizi automobilistici, preventivamente autorizzata dal Ministero dei Trasporti, un’istanza di cessazione dalla circolazione. A questa richiesta dovrà essere poi allegata idonea documentazione.

La documentazione richiesta è il librettodi circolazione in originale, il certificato di avvenuta demolizione rilasciato dal demolitore autorizzato nel momento in cui è stato consegnato il ciclomotore e le ricevute dei versamenti rilasciate dall’ACI. Una volta presentata domanda e documenti il proprietario riceve un certificato di avvenuta cessazione del ciclomotore dalla circolazione per avvenuta demolizione. Il tutto in breve tempo.

Discorso a parte per la targa che è personale. Per i vecchi ciclomotori è associata al proprietario mentre per tutti i ciclomotori immatricolati a partire dal mese di luglio del 2006, è abbinata anche al ciclomotore ed al libretto di circolazione. Sia nell’uno che nell’altro caso, la targa resta comunque in possesso del proprietario che ha facoltà di richiedere la sua associazione ad un nuovo ciclomotore. In questo caso ovviamente dovrà anche essere associata ad una nuova carta di circolazione. In caso contrario potrà restituirla.

Immagini: Depositphotos

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Demolire un motorino: come procedere