Cosa fare in caso di sospensione della patente

Vediamo i casi in cui viene sospesa la patente in Italia e come si provvede alla restituzione della stessa

La sospensione della patente, secondo la Legge Italiana, è prevista per chi infrange le normative e le regole previste la Codice della Strada.

La patente viene sospesa per un periodo di tempo che può variare da alcuni mesi fino anche a superare i due anni. Ovviamente la tempistica dipende da quanto è grave l’infrazione commessa dal titolare della patente e anche se lo stesso ha dei precedenti analoghi. Il documento viene ritirato nell’immediato momento in cui viene constatata l’infrazione e viene concesso all’automobilista un permesso di 5 giorni, entro i quali il veicolo deve essere portato al luogo che la prefettura ha previsto per l’accertamento, indicato nel documento stesso. Nei 15 giorni successivi, gli organi competenti vagliano la richiesta di sospensione della patente per decidere se sospenderla realmente per il tempo previsto dal Codice della Strada o se restituirla, nel caso in cui l’infrazione sia ritenuta infondata.

Che differenza c’è tra ritiro e sospensione della patente

Non facciamo confusione sul ritiro patente e la sospensione, si tratta di due procedure differenti. Il ritiro è previsto quando gli Agenti di Polizia lo ritengono opportuno a causa di violazioni meno gravi, come la sistemazione del carico errata oppure la guida con il permesso scaduto. In questi casi, la patente viene restituita non appena l’automobilista dimostra di adempiere all’obbligo violato, quindi, ad esempio, non appena sistema il carico in maniera corretta o rinnova il permesso.

Per quanto riguarda invece la sospensione della patente, si tratta di un provvedimento adottato nei casi in cui vengono violate particolari e gravi norme del Codice della Strada. Il periodo di sospensione varia in base alla gravità della violazione, parte da 15 giorni e può arrivare anche fino a 5 anni. I soggetti che decidono sono l’Autorità Giudiziaria, la Motorizzazione Civile o il Prefetto. In caso di violazioni in un biennio, come ad esempio divieto di sorpasso, precedenze, distanza di sicurezza, mancato utilizzo delle cinture, la patente può essere sospesa da 1 a 3 mesi. La procedura è la stessa sopra descritta. Si raccomanda l’assoluto divieto di guida durante il periodo di sospensione, si rischia una pesante sanzione amministrativa e la revoca della patente stessa.

Sospensione della patente di natura sanzionatoria e cautelare

La sospensione della patente di guida può avere natura sanzionatoria o cautelare. La prima serve tendenzialmente a reprimere comportamenti illeciti di grave entità, che impongono l’interdizione alla guida. Solitamente la natura di questo provvedimento è accessoria rispetto alla sanzione principale, amministrativa o penale.

I casi in cui viene applicato il regime sanzionatorio sopra descritto sono:

  • sospensione a tempo determinato a seguito dell’accertamento della guida in stato di ebbrezza;
  • sospensione a tempo determinato a seguito dell’accertamento della guida in stato di alterazione dovuta all’uso di stupefacenti;
  • sospensione cautelare disposta dal prefetto fino all’esito dell’esame di revisione, in caso di guida in stato di ebbrezza con tasso superiore a 1,5 g/l;
  • sospensione cautelare disposta dal prefetto fino all’esito dell’esame di revisione, in caso di guida in stato di alterazione dovuta all’uso di stupefacenti.

La sospensione di natura cautelare riguarda invece quelle situazioni in cui vengono meno i requisiti psico-fisici o di abilitazione tecnica alla guida. Il titolare della patente deve sottoporsi agli accertamenti di idoneità nei termini indicati. La sospensione è disposta fino al superamento degli stessi.

Le ipotesi di sospensione cautelare sono le seguenti, e il titolare riacquista il suo documento solo dopo che accerta di aver recuperato l’idoneità psico-fisica o tecnica:

  • mancata sottoposizione a visita medica ordinata dal prefetto a seguito di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti qualitativi dello stato di ebbrezza o di alterazione dovuto a sostanze stupefacenti o a seguito di guida in stato di ebbrezza con tasso compreso tra 0,51 e 1,5 g/l
  • mancata sottoposizione agli esami di idoneità tecnica per la perdita totale dei punti della patente.

Quali infrazioni comportano la sospensione della patente

I casi in cui è prevista la sospensione della patente sono, in primis, la guida dopo aver consumato una quantità di alcolici che supera quella concessa. Se il tasso alcolico è inferiore o pari a 0.80 g/l, allora è prevista una sospensione da 3 a 6 mesi, se il tasso invece supera gli 0.81 g/l allora il periodo può variare dai 6 mesi all’anno. Nei casi più pericolosi, in cui il tasso alcolico supera 1,5 g/l, allora il periodo di sospensione potrà durare fino a 2 anni e prevedere una multa di 2000 euro e la decurtazione di 10 punti dalla patente.

Per quanto riguarda le infrazioni al limite di velocità, è previsto un periodo di sospensione che può durare da 1 a 3 mesi. Nel caso in cui l’automobilista commetta la stessa infrazione nei due anni conseguenti, allora rischia la revoca. Anche per chi sorpassa in auto e per la circolazione non autorizzata in corsie di emergenza, è prevista la sospensione della patente da 1 a tre mesi nel primo caso, da 2 a 6 mesi nel secondo. L’utilizzo del cellulare alla guida e il mancato uso delle cinture di sicurezza sono altri due casi in cui si prevede la sospensione della patente.

La procedura di restituzione della patente sospesa

La patente di guida viene sospesa dal Prefetto locale e il provvedimento viene comunicato anche alla Motorizzazione. Terminato il periodo deciso, la patente viene restituita per mezzo della Polizia. Quindi, una volta trascorso il termine, l’automobilista può chiamare e chiedere alla Polizia Locale quando la patente è pronta e disponibile per il ritiro e quindi passare a prenderla presentando il proprio documento d’identità; è possibile anche delegare un terzo soggetto per il ritiro presso gli Uffici della Polizia Locale.

Se la sospensione della patente è stata decisa per una mancanza di idoneità alla guida, al momento del ritiro del documento, si dovrebbe esibire un certificato medico che attesta che l’automobilista è tornato in possesso dell’idoneità stessa.

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