Camper in condivisione: il nuovo modo per andare in vacanza

Non solo car sharing: con piattaforme come Yescapa è possibile condividere anche altri veicoli, come un camper

La pandemia di Covid-19 ha inciso profondamente su tutte le nostre abitudini. La quarantena ha cambiato il modo con cui ci approcciamo al lavoro e ha portato un nuovo “galateo”, fatto di saluti a distanza e meno contatti fisici. Allo stesso tempo, ha anche cambiato il modo in cui ci spostiamo e le modalità per andare in vacanza.

Ad esempio, mezzi “di nicchia” come camper e caravan hanno conquistato le attenzioni di un numero crescente di “fan”. Questi veicoli, infatti, permettono di spostarsi un po’ ovunque (e, nel caso di mezzo con trazione 4×4 è possibile affrontare anche piste e sterrati) e di fermarsi dove si preferisce. E, soprattutto, di avere a disposizione spazio privato a sufficienza, senza il timore di entrare in contatto con altre persone potenzialmente contagiose. Insomma, una soluzione vantaggiosa, che permette di visitare sia città d’arte sia parchi naturali e nel pieno rispetto delle normative Covid.

Poi, non è neanche necessario acquistarlo, un camper. Alcuni servizi web permettono di condividere un camper tra diverse famiglie, abbattendo così i costi di gestione e manutenzione del veicolo. Un po’ come accade con servizi di car sharing, la piattaforma di Yescapa permette ai proprietari di camper e caravan di “offrire in condivisione” il camper, e consentire ad altre persone di utilizzarlo quando non si ha in programma alcun viaggio.

Come fa notare la piattaforma di condivisione dei camper, non si tratta di un noleggio. In quest’ultimo caso, infatti, gli “affittuari” sarebbero degli sconosciuti. Con il camper sharing, invece, si potrà scegliere  a proprio piacimento, optando magari per famiglie di conoscenti o amici. In questo modo si avrà la certezza che il veicolo verrà utilizzato con rispetto, non mettendo a rischio la propria “casa su ruote”. Il tutto nel pieno rispetto della legge: con Yescapa si sottoscriverà un contratto, che garantirà tanto i proprietari tanto gli “affittuari”.

Come detto, poi, la condivisione permette di abbattere le spese di gestione del veicolo che, calcoli alla mano, possono arrivare a pesare fino a 4.000 euro l’anno. Per coprirle per intero sarebbero sufficienti appena 6 settimane di “sharing”, dal momento che il costo medio di affitto è di 575 euro. Non solo: condividendo il camper con altre famiglie sarà possibile anche ammortizzare le spese di acquisto, rientrando in parte dell’esborso o delle spese mensili sostenute.

Ci sono, però, due dettagli da tenere in considerazione. Prima di tutto, è necessario sottoscrivere una polizza assicurativa che permetta anche ad altre persone di guidare il proprio camper. In questo modo, in caso di sinistro non ci saranno problemi di alcun genere. Da ricordare, poi, che i proventi del camper sharing sono reddito extra da dichiarare al fisco, e quindi assoggettati a tassazione.

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