Bollo auto non pagato: quando si può fare ricorso

Sono migliaia la cartelle esattoriali che gli italiani si stanno vedendo recapitare in questi giorni per il mancato pagamento del bollo auto. Nella maggior parte dei casi sono da pagare ma per legge esistono casi in cui si può fare ricorso.

Una recente sentenza del Tribunale di Cosenza, la n°1711/15, ha fatto proprie due precedenti pronunce della Cassazione in materia, riaprendo la disputa intorno alla prescrizione del bollo auto, e sui tempi con i quali Equitalia possa emettere una cartella di pagamento. Nel caso specifico, il Tribunale di Cosenza ha accolto il ricorso dell’automobilista che si era visto pervenire la cartella di pagamento da parte di Equitalia trascorsi i tre anni.

Ricordiamo che la prescrizione è quell’istituto giuridico che viene disciplinato dal Codice Civile (art. 2934) ed è il mezzo che l’ordinamento giuridico prevede per l’estinzione dei diritti nel caso in cui il titolare non li eserciti entro i termini stabiliti dalla legge.

Se Equitalia intende rifarsi sul contribuente ha tre anni per inviare la cartella esattoriale. In sostanza l’Ente di riscossione deve notificare l’atto al destinatario, prima che i tre anni siano trascorsi, pena la prescrizione dell’atto per decadenza dei termini.

Questa sentenza apre a numerosi altri ricorsi e contestazioni. Ma come è possibile fare ricorso?

Il ricorso può avvenire, in prima battuta, presentando una richiesta di annullamento di annullamento totale o parziale delle tasse automobilistiche, rivolta alla stessa amministrazione che ha emesso la cartella esattoriale.

In caso di mancato riscontro, è possibile procedere in via giudiziaria tramite ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, entro 60 giorni dalla notifica di una cartella esattoriale.

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