Come cambierà il bollo auto tra normativa UE e ipotesi del nuovo Governo

Nelle intenzioni si andrà verso una tassa legata a chilometraggio e inquinamento, ma i tempi sembrano dilatarsi

Sono davvero tante le novità in arrivo per gli automobilisti, sia in Italia che nel resto d’Europa. Il nuovo governo Conte a breve potrebbe rivoluzionare l’attuale sistema del bollo auto, in attesa che l’Unione Europea riesca a dettagliare le norme relative ad un pagamento uguale in tutti gli Stati Membri.

Al momento, il bollo auto in Italia è maggiormente legato al possesso del veicolo, mentre nelle intenzioni del nuovo esecutivo italiano, nonché anche di quello europeo, ci sarebbe una tassa maggiormente flessibile, legata al chilometraggio per corso e all’effettivo inquinamento. Attualmente, invece, la tassa si paga alla Regione anche se il veicolo resta fermo per tutto l’anno. Eventuali sovrattasse sono incassate dallo Stato e riguardano esclusivamente veicoli di grossa cilindrata.

Nelle intenzioni della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, la volontà resta quella di premiare i cittadini che utilizzano poco il mezzo proprio preferendo i trasporti pubblici e, di conseguenza, incentivare ad inquinare meno, uniformando l’intero territorio comunitario. Una misura resa necessaria anche dalla volontà di ridurre drasticamente l’inquinamento in Europa e che si affiancherà a breve alla chiusura delle grandi metropoli ai veicoli più inquinanti,come già deliberato a Milano.

A rendere possibile l’introduzione del nuovo metodo per calcolare il bollo auto sarebbe un piccolo congegno elettronico in grado di rilevare la distanza percorsa e le emissioni del veicolo: un apparecchio simile alla scatola nera in uso alle assicurazioni, a cui potrebbe essere persino abbinata nei modelli di nuova produzione. Le tempistiche e le modalità di utilizzo sembrano abbastanza chiare, ma restano tante incertezze in merito alle tempistiche per cambiare radicalmente il sistema di bollo. Oltre all’iter burocratico che dovrà essere rispettato è necessario che le case produttrici si attrezzino alla creazione e all’installazione di questi dispositivi.

La stima della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha fissato l’introduzione del nuovo bollo al 2023, a 70 anni esatti dall’introduzione della tassa di circolazione in Italia. La sperimentazione a livello comunitario partirebbe però prima sui mezzi pesanti, il cui peso supera le 2,4 tonnellate. Per l’intero parco auto si dovrebbe invece attendere il 2026 per l’introduzione definitiva. Resta comunque alta l’attesa per il parere del Consiglio Europeo e per l’approvazione dei 27 Stati membri dell’Unione che potrebbe dare il via ad una riforma tanto discussa ma richiesta ormai da diversi anni.

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