Cos’è il biodiesel e quali sono i limiti di utilizzo come carburante per auto

Tutto quello che devi sapere su questo biocombustibile ottenuto da fonti rinnovabili e sul suo utilizzo

Il biodiesel è ottenuto da oli vegetali o grassi animali, si tratta infatti di un biocombustibile che deriva appunto da fonti rinnovabili.

Si ottiene tramite un procedimento chimico chiamato transesterificazione di oli vegetali con alcol etilico o alcol metilico; quello che ne risulta è una sostanza che si presenta allo stato liquido, di colore ambrato trasparente. La sua viscosità è molto simile a quella del gasolio, ottenuto dalla distillazione frazionata del petrolio grezzo. Il biodiesel si identifica con la sigla BD oppure BD100.

Si può parlare di biodiesel, se la sostanza presenta queste caratteristiche:

  • assenza di glicerolo, catalizzatore, alcoli, acidi grassi liberi,
  • completezza della reazione chimica,

che vengono verificate tramite grascromatografia e che definiscono il combustibile poco tossico.

Il biodiesel può essere miscelato con ogni tipo di gasolio e può essere usato nei moderni motori diesel. Solo quelli meno recenti potrebbero subire una degradazione dei tubi e dei giunti in gomma. Quindi, se si vuole utilizzare biodiesel, è meglio comprare un veicolo equipaggiato per questo tipo di carburante. Tendenzialmente, come sostengono alcuni studi, le auto prodotte dopo il 1992 non dovrebbero riscontrare nessun tipo di problema nell’utilizzo del biodiesel, ma non è completamente verificato.

Questo tipo di combustibile viene usato soprattutto miscelato con il gasolio di petrolio, per questo motivo non esistono grandi informazioni sull’effetto del biodiesel puro sui motori. La maggior parte degli ingegneri che hanno studiato la combustione di questa sostanza, però, sostengono che non dovrebbero verificarsi particolari problemi a causa dell’utilizzo di biodiesel in purezza.

Il biodiesel si caratterizza per un’alta incendiabilità una volta iniettato nei motori ma, al contrario del gasolio di petrolio, non è una sostanza esplosiva e, oltretutto, è biodegradabile, non è tossico e quindi riduce le emissioni quando viene bruciato come combustibile. Infatti, uno dei principali vantaggi sta proprio nel fatto di avere un impatto ambientale minimo, riducendo le emissioni nette di ossido di carbonio del 50% rispetto a quelle del gasolio. Anche il biossido di carbonio emesso è il 78.4% in meno. Il biodiesel, inoltre, non contiene idrocarburi aromatici e non produce emissioni di diossido di zolfo. Anche l’emissione di polveri sottili è minore, ridotta fino al 65%.

Per contro, uno svantaggio che deriva dall’utilizzo del biodiesel come carburante, è la maggior emissione di ossidi di azoto, che si potrà rimediare solo nel caso in cui verranno riprogettati i motori diesel, aggiungendo agli scarichi dei catalizzatori particolari.

Tra l’altro, secondo gli studi, nel caso di una crescita incontrollata delle colture di biocarburante, potrebbe verificarsi un grande deficit nella produzione alimentare locale, influenzando in maniera decisamente negativa il fenomeno della fame nel mondo. Sarebbe troppo elevata la sottrazione di terreni che oggi sono adibiti alla coltivazione dei cereali, il principale nutrimento delle popolazioni che abitano i paesi poveri.

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