Autovelox: multe non valide se non si prova la taratura dello strumento

I tanto temuti autovelox sono spesso oggetto di discordie e ricorsi, in alcuni casi le multe possono essere invalidate

Gli autovelox sono uno degli strumenti più temuti e odiati dagli italiani, usati dalla Polizia per controllare la velocità degli automobilisti.

Spesso si è sentito parlare di aspetti poco conosciuti al pubblico, riguardo proprio il funzionamento di tali dispositivi. Vengono posizionati in punti strategici, i conducenti di auto, moto e altri veicoli sulla strada lamentano spesso che l’unico obiettivo è quello di segnalare quante più infrazioni possibili, anziché cercare di controllare che la velocità di percorrenza rimanga sempre entro i limiti previsti, aumentando quindi la sicurezza degli utenti.

Quello che di cui gli italiani si lamentano è il fatto che gli autovelox vengano usati solo come mezzo per incassare denaro, facendo quante più multe possibili. Quando invece, appunto, l’obiettivo sarebbe solo la prevenzione e non danneggiare gli autisti.

Secondo alcuni studi, tra l’altro, l’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di autovelox presenti sul territorio, dopo la Germania e il Brasile. Tra postazioni fisse e dispositivi installati in prossimità di semafori, sono circa 23 mila i punti di controllo nel territorio nazionale, ovvero un radar e mezzo ogni 100 km.

Una questione che ad oggi non avevamo ancora analizzato è la possibilità di annullare la multa presa per eccesso di velocità, nel caso in cui l’autovelox che ha segnalato la suddetta infrazione non sia sottoposto a taratura periodica. Questo si evince dall’ordinanza n. 22889 del 26.09.18 della Corte di Cassazione, a seguito di un caso specifico.

Un Comune che non citiamo aveva fatto ricorso contro la sentenza del Giudice di Pace, che a sua volta aveva dato ragione a un automobilista multato per eccesso di velocità su una strada in cui il limite consentito era di 50 km/h. Il ricorso in oggetto è stato rigettato in secondo grado. La multa era arrivata al conducente a causa di un autovelox che però, secondo il guidatore, non era stato sottoposto a regolare taratura.

La Corte ha ammesso che nei casi in cui lo strumento non sia appunto controllato periodicamente e tarato, allora se ne può contestare l’affidabilità. L’indicazione della taratura deve essere espressa nel verbale, altrimenti il rilevamento fatto dall’autovelox potrebbe essere dichiarato privo di affidabilità. Nel caso che abbiamo citato in esempio, nella multa, non si menziona in alcun modo la taratura e quindi il Collegio ha rigettato il ricorso.

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