Addio alle schede carburante: come cambia la fatturazione

Dal 1° luglio in vigore l'obbligo di fatturazione elettronica e di pagamenti tracciabili per l'acquisto di carburante.

L’attuale disposizione di legge prevede che dal 1° luglio 2018 i titolari di Partita Iva avranno l’obbligo di avvalersi della fatturazione elettronica, salvo eventuali proroghe.

Questo sarà valido per tutti i contribuenti, esclusi quelli nel regime dei minimi e forfetari, per documentare gli acquisti di carburante. Per la deducibilità degli acquisti ai fini delle imposte dirette e detraibili ai fini Iva, inoltre, i pagamenti dovranno essere fatti con mezzi tracciabili, quindi non sarà più permesso pagare in contanti. Lo scopo è contrastare la sopravvalutazione dei costi da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi. Ogni titolare di Partita Iva dovrà documentare i propri acquisti di carburante attraverso il metodo di fatturazione elettronica, non sarà più valida la comune scheda carburante, attiva ancora oggi. Solo i consumatori privati saranno esclusi da tale regola, come previsto dall’art. 22 comma 3 del DPR 633/72. L’obbligo di fattura elettronica riguarderà le cessioni di carburante destinate ad essere usate per motori per uso autotrazione, quindi saranno escluse dall’obbligo, in vigore dal 1° luglio 2018, le cessioni di benzina per motori che fanno parte di gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, attrezzi e utensili.

La fattura elettronica dovrà essere emessa con il sistema di interscambio SdI, attenendosi alle regole e ai formati previsti dal Provvedimento del 30.04.2018. Nella fattura elettronica dovranno essere specificate tutte le informazioni previste per l’obbligo di fatturazione. Non sarà obbligatorio inserire la targa, che potrà essere indicata solo per tracciare meglio la spesa e ricondurla al veicolo in questione.

Se il contribuente effettuerà più operazioni, tutte da esporre in fattura, tra le quali alcune non soggette a fatturazione elettronica, come per esempio il lavaggio della propria automobile, l’obbligo di fatturazione elettronica comprenderà l’intero documento. Nei casi di fattura differita, è possibile emetterne una unica entro il 15 del mese successivo. Al suo interno dovranno essere inserite tutte le operazioni inerenti al mese precedente. Ogni acquisto dovrà poi essere effettuato obbligatoriamente per mezzo di pagamenti tracciabili, il mancato rispetto di questa regola comporta l’indeducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette e l’impossibilità di detrazione ai fini Iva.

Veniamo al dunque, come dovrà comportarsi effettivamente ogni utente che ha diritto a ricevere fattura per la detrazione dei costi del carburante? Una volta recatosi al benzinaio e fatto rifornimento, si dovrà pagare con mezzi tracciabili, quindi ad esempio la propria carta o quella fornita dall’azienda. Quando transazione sarà andata a buon fine, non si potrà più usare la scheda carburante, ma si dovrà procedere alla fatturazione elettronica. Andranno quindi comunicati al benzinaio i dati aziendali, non solo la Partiva Iva ma anche la PEC o uno speciale codice a 7 cifre. Nel caso in cui non si disponga nell’immediato della PEC o non la si ricordi, è possibile recuperarla sul sito dedicato. In questo modo il benzinaio potrà concludere la registrazione della fattura elettronica, che non verrà quindi consegnata al consumatore, ma tramandata direttamente in azienda. Sarà l’Agenzia delle Entrate a spedire la fattura con la firma digitale del benzinaio o di un intermediario che ha firmato per suo conto, e il documento sarà visibile nella casella postale PEC dopo circa un paio di giorni.

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