Troppe auto vecchie e inquinanti, in Italia è difficile ridurre le emissioni

Il nostro Paese rischia di "bucare" gli obiettivi di emissioni di CO2 nell'atmosfera per colpa di auto troppo vecchie

La lotta alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera ha, almeno in Italia, un nemico per alcuni versi inatteso. Anche se non del tutto.

Gli sforzi che il nostro Paese sta facendo per mantenere gli impegni presi a livello internazionale sui livelli di anidride carbonica sono (in parte) vanificati da un parco automobili vecchio. Molto vecchio. Lo afferma l’Automobil Club Italia che, in una recente ricerca realizzata in collaborazione con l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e il CNR (Centro Nazionale Ricerche), ha analizzato l’età media delle auto possedute dagli italiani e le ha messe in relazione con gli obiettivi di emissioni da raggiungere entro il 2030.

E, come accennato, le notizie su questo fronte non sono affatto positivi. Anzi: l’esatto contrario. Nei prossimi dieci anni il nostro Paese dovrebbe essere in grado di tagliare le emissioni provocate da auto e altri mezzi a motore termico e portarle a un massimo di 49 milioni di tonnellate di CO2 annue. Secondo le stime dell’ACI, dell’ENEA e del CNR, invece, le emissioni delle auto del nostro Paese nel 2030 toccheranno quota 54,5 milioni di tonnellate. Ben oltre il 10% rispetto quanto, invece, è previsto dagli accordi internazionali.

E, come accennato, la responsabilità è principalmente delle auto che circoleranno sulle strade italiane da qui ai prossimi 10 anni. Secondo lo studio, infatti, anche nel 2030 le auto con motore elettrico saranno una netta minoranza, in Italia. Le full electric saranno meno dell’8%, le ibride avranno una fetta di mercato del 10% circa mentre le auto con motore termico faranno ancora la parte del leone, con una fetta dell’83% circa del mercato dell’automobile.

La situazione attuale, se possibile, è ancora peggiore. Il 35% del parco circolante (quasi 14 milioni di automobili) ha motorizzazioni ante Euro 4, mentre gli autobus diesel Euro 3 rappresentano il 60% del totale. Insomma, le auto e gli altri mezzi che circolano sulle strade italiani sono troppo inquinanti e, all’orizzonte, sembrano non esserci politiche adeguate per indurre gli italiani a cambiare i loro veicoli.

Fondamentale, dunque, l’intervento della politica che non solo incentivi il passaggio dalle motorizzazioni termiche verso altre tecnologie, non necessariamente elettriche (come, ad esempio, il metano). Se a queste politiche verrà inoltre affiancata la creazione di una rete di colonnine di ricarica capillare, la transizione verso l’elettrico sarà ancora più veloce e “automatica”.

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