Dopo Roma, Milano: stop ai diesel in città dal 2019

Intanto il fioccare dei nuovi limiti preoccupano le case automobilistiche per le quali il diesel è fondamentale per rispettare il limite di flotta dei 95 g/km per veicolo

In principio fu Virginia Raggi, che ha annunciato il divieto di transito dal 2024 ai veicoli privati a gasolio nel centro di Roma in occasione della sua partecipazione alla conferenza del C40 Women4Climate di Città del Messico lo scorso febbraio.

Oggi le fa eco Milano, che rilancia: è infatti al vaglio la proposta di anticipare al primo ottobre 2019 (e non a partire dal 2020) l’estensione del divieto di circolazione delle vetture diesel Euro 4 sprovviste di filtro antiparticolato all’intera città, divieto che oggi è già in vigore ma limitatamente all’Area C. La proposta della lista Noi Milano, ha trovato il consueto accoglimento: a favore centrosinistra e Movimento 5 Stelle, contrarie Lega e Forza Italia. I diesel citati non potranno circolare in tutta la città dalle 7:30 alle 19:30, dal lunedì al venerdì nei mesi invernali. Sempre, dal 2021. Dal 2024 il divieto sarà esteso agli Euro 5 e dal 2025 agli Euro 6, legati inizialmente al solo periodo invernale. Andranno esenti solo le vetture Euro 6 acquistate prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

Ovviamente non si parla di soli divieti: a compensare, entro la fine dell’anno, arriveranno 25 nuovi autobus elettrici, per una flotta stimata di 1.200 mezzi a batterie. In arrivo anche 1.000 nuove colonnine di ricarica per auto elettriche.

Questo processo non riguarda più ormai solo Parigi, Roma, Milano e, molto probabilmente, Londra. Ma anche la Germania, dopo la recente sentenza della Corte federale che ha autorizzato le amministrazioni cittadine a vietare la circolazione di singole categorie di veicoli. E, sommo guanto di sfida, Stoccarda, sede del quartier generale di Mercedes, sembra in prima fila per approfittarne. La Casa tedesca si è subito dichiarata contraria con un comunicato ufficiale: “Esistono numerose altre misure che possono essere adottate per ridurre ulteriormente le emissioni nel breve e medio periodo e che hanno, indubbiamente, più senso rispetto ai blocchi della circolazione.
Va promossa la mobilità elettrica e i nuovi concept di mobilità proseguendo nel contempo allo sviluppo dei moderni motori a combustione interna, introducendo aggiornamenti sui veicoli circolanti più di vecchia data, migliorare la circolazione del traffico all’interno delle città, sviluppando collaborazioni più strette tra Comuni, fornitori e Case automobilistiche oltre ad elettrificare i mezzi pubblici ed i servizi di distribuzione. Nel dibattito attualmente in corso si ha spesso l’impressione che l’inquinamento da ossidi di azoto (NOx) in Germania sia più alto che mai. I fatti dimostrano, invece, proprio il contrario: dal 1990 l’impatto ambientale derivante dal traffico stradale è calato di circa il 70% secondo i dati pubblicati dal Ministero Federale dell’Ambiente, senza considerare che il volume del traffico nello stesso periodo è aumentato in misura significativa. Anche a Stoccarda l’inquinamento da NOx è ulteriormente calato nel 2017″.

A oggi per certo i bilanci delle case non possono ancora fare a meno del diesel, soprattutto chi produce tanti modelli di grandi dimensioni e, con i SUV a trainare il mercato, si tratta di una condizione comune a gran parte dei marchi automobilistici. Non solo: ma chi non rispetterà allo scoccare del 2021 il limite di flotta dei 95 g/Km per veicolo è a rischio di multe per centinaia di milioni di euro. E, consumando i diesel dal 20 al 30% in meno dei benzina a parità di potenza, per le vetture di medio-grande cilindrata la rinuncia al diesel è, anche in quest’ottica, una vera iattura. I dati di vendita cominciano a mostrare i primi segni di calo. Le uniche a esultare, forse, sono solo le Case giapponesi, da tempo avviate sulla strada dell’ibrido e dell’elettrico.

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