Presentata il 3 gennaio 1990 la prima elettrica GM Impact

Sono passati esattamente 30 anni dalla presentazione della prima auto elettrica dell’era moderna

Era il 3 gennaio del 1990 quando General Motors presentò a Los Angeles la sua Impact, la prima vettura con motorizzazione elettrica dell’era moderna. Il nome rendeva già molto l’idea dell’impatto che poi ha dato sullo sviluppo della mobilità.

Da quel momento infatti si è avviata quella rivoluzione della mobilità che ormai tutti conosciamo e che va avanti quindi da esattamente 30 anni in tutto il settore automotive. La GM Impact è la concept car che venne svelata all’evento americano dopo che gli ecologisti avevano lanciato un grande allarme che riguardava l’alto livello di inquinamento della California. Nel 1994 uscì una prima serie di 50 unità e nel 1996 arrivò invece la versione di serie EV1, progenitrice di tutti i modelli a batteria che vennero successivamente.

Il CEO di GM Roger Smith precisa: “Impact si differenzia da altri modelli 100% elettrici già sul mercato per essere la prima auto progettata per funzionare a batteria, in questo caso a piombo-acido collegando 32 unità da 10 Volt ciascuna. Questa soluzione, che per il peso di 420 kg aveva richiesto di ‘risparmiare’ nella costruzione di Impact tutto ciò che aumentava la massa, è la risposta del colosso GM e della sua divisione elettronica Delco al California Clean Air Act che richiedeva che il 10% di tutte le nuove auto vendute in quello Stato entro il 2003 dovesse avere emissioni zero dallo scarico”.

L’auto ha una linea molto coupé, un motore trifase a induzione CA da 102 kW, in grado di spingere la GM Impact fino a 120 km/h, che ovviamente oggi è poco rispetto ai modelli a cui siamo abituati. Anche l’accelerazione è limitata, visto che per scattare da 0 a 100 km/h servono ben 8 secondi. Quello che invece ci stupisce è l’autonomia, in linea coi modelli di oggi, garantisce infatti 200 km dopo una ricarica di sei ore.

Ma che fine fecero le 50 GM Impact della prima serie lanciata 30 anni fa? Furono date in test ad un gruppo di utenti volontari e poi richiamate dall’azienda e distrutte, trasferendo l’esperienza alla EV1 di produzione. Di queste ultime ne furono prodotte 1100 che però vennero quasi completamente distrutte, forse perché i costi di realizzazione erano troppo alti e quindi la GM fu accusata di aver distrutto completamente lo sviluppo delle auto elettriche.

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