Il dieselgate Volkswagen: 5 cose da sapere

(FONTE: ECOSEVEN.NET) Motore diesel Volkswagen 2.0 TDi ”common rail”, ovvero EA 189: ecco il grande imputato dello scandalo emissioni che sta travolgendo il colosso tedesco dell’automobilismo. Ma, conosciuto il ‘colpevole’, restano tante cose da sapere per fare chiarezza.

Il software incriminato

Grazie a un software, installato sulle centraline dei motori diesel di alcuni modelli messi sul mercato dal 2008 in poi, è riuscita ad imbrogliare durante i controlli sulle emissioni inquinanti.

Emissioni
Secondo l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti lo scandalo coinvolge 482mila auto. Negli USA la normativa sulle emissioni di NOx (ossidi di azoto) è più restrittiva rispetto all’Europa. Le norme USA prevedono che le emissioni di NOx non superino la soglia dei 0,043 g/km. Lo standard europeo pone il limite a 0,18 g/km.

Il trucco
La casa automobilistica tedesca ha ammesso le proprie colpe e l’amministratore delegato si è detto profondamente dispiaciuto e conscio di aver tradito la fiducia dei consumatori. Il software installato sulla centralina riusciva a capire quando l’auto era sottoposta a un controllo e modificava così le emissioni. Una volta ‘su strada’ l’auto tornava a funzionare come prima, inquinando più del consentito.

Ossido di azoto
Parliamo dei controlli sull’emissione di ossidi di azoto (NOx), da molti ritenuti cancerogeni. I motori diesel sono più inquinanti rispetto a quelli a benzina in questo senso. Per diminuire le emissioni di ossidi di azoto bisogna installare dei filtri complessi sulle auto. Questi filtri riducono le emissioni, ma rendono l’auto meno performante e ne peggiorano i consumi.

Test vs realtà
In sostanza Volkswagen faceva risultare poco inquinanti le auto in sede di test, ma finiti i test faceva sì che si ‘allentassero le maglie’: le auto risultavano così più performanti, ma inquinavano più del dovuto.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Il dieselgate Volkswagen: 5 cose da sapere