Il carburante del futuro arriva dal mare: lo dice la scienza

L’elettrolisi dell’acqua di mare per generare combustibile a idrogeno potrebbe essere vitale per il futuro panorama delle energie rinnovabili.

Alcuni studiosi dell‘Università di Stanford hanno realizzato un metodo che potenzialmente apre le porte per produrre idrogeno in grandi volumi direttamente dall’acqua di mare.

Avevamo già parlato della tecnologia ad idrogeno in un’intervista con Thomas Klauser dell’Istituto per Innovazioni Tecnologiche Bolzano Scar che dal 2006 si occupa principalmente dello sviluppo della tecnologia dell’idrogeno in Alto Adige e lungo l’asse del Brennero. Ci eravamo fatti raccontare qual è lo stato di sviluppo della tecnologia e delle infrastrutture in Italia e le differenze tra auto ad idrogeno e auto elettriche che invece sono più conosciute dal grande pubblico. LEGGI L’ARTICOLO.

Lo studio dell’Università di Stanford, pubblicato sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana (Pnas), dimostra una nuova tecnica per separare idrogeno e ossigeno nell’acqua marina grazie all’elettricità tramite l’azione di due elettrodi, uno a carica negativa (detto catodo), l’altro a carica positivi (detto anodo).

Già altre ricerche avevano sviluppato metodi efficaci per produrre idrogeno, ma utilizzavano acqua altamente purificata, una materia prima particolarmente costosa. Il cloruro di sodio presente nell’acqua marina, infatti, possiede carica elettrica negativa e corrode rapidamente l’estremità positiva del sistema elettrolitico, ovvero l’anodo, che diventa così improduttivo.

Il procedimento sviluppato dal professor Hongjie Dai, docente in chimica alla Stanford University e principale autore dello studio, prevede il rivestimento dell’anodo con strati di materiali ricchi di carica negativa capaci di respingere il cloruro e rallentare quindi il decadimento dell’elettrode. Questa innovazione consentirebbe di condurre fino a dieci volte più energia rispetto alle precedenti ricerche, garantendo la produzione di grandi quantità di idrogeno dall’acqua marina.

Fra i pochi costruttori che hanno insistito sull’idrogeno c’è Toyota. La Toyota Mirai è  l’auto a celle a combustibile che il colosso giapponese ha già venduto dal 2015 in quasi 6mila esemplari entro la fine del 2019 verrà messa a listino anche nel nostro paese. La Mirai può percorrere fino a 500 chilometri a emissioni zero grazie al suo motore elettrico da 155 cavalli.

MOTORI Il carburante del futuro arriva dal mare: lo dice la scienza