Auto volanti tra fantascienza e realtà

Le macchine volanti non sono fantascienza, ma non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi

L’idea di produrre automobili volanti sembra la soluzione a molti problemi di viabilità: sia taxi che veicoli privati potrebbero ridurre i tempi di percorrenza e parzialmente decongestionare le strade più trafficate. La fantasia non deve volare troppo per immaginare dei grossi droni che sfrecciano sopra le nostre strade.

Molti grandi nomi del settore sono interessati a vario grado a queste opzioni volanti, da Uber ad Airbus fino a Toyota. C’è già un gruppo di start-up con prototipi pronti o in cantiere – tra queste: E-volo, Terrafugia, AeroMobil, Zee.Aero e Moller International. A Dubai è stato perfino annunciato un servizio di 184 taxi volanti senza conducente. Al momento ha spiccato già il volo, ma senza passeggeri, in quanto è ancora in fase sperimentale.

Nel breve periodo però le soluzioni “con i piedi per terra” per ridurre traffico privato e inquinamento sono sicuramente il car-sharing e il car-pooling: sviluppandoli potremmo soddisfare le esigenze di mobilità complessive con il 20% delle auto che circolano adesso.

Sognare veicoli volanti è bello, ma purtroppo non possiamo farci prendere dell’entusiasmo, anzi, molte ragioni ci suggeriscono di essere scettici.

A partire dal libro bianco prodotto dalla Uber su questo argomento, in cui si affrontano tutte le tematiche che girano intorno al trasporto urbano volante (dai requisiti per le batterie all’addestramento dei piloti, dal posizionamento degli snodi per il trasporto alla sicurezza, il rumore e la sostenibilità), Uber stessa ha concluso che le batterie non sono ancora pronte in termini di densità di energia, tempi di carica e ciclo di vita e che i costi sono ancora troppo alti, ma si ritiene che miglioreranno con le economie di scala. Inoltre, si dice che l’aumento delle tecnologie di pilotaggio faranno diminuire i requisiti che dovranno avere i piloti e che il self-driving farà addirittura eliminare il bisogno dei piloti.

Il problema, letto in questa chiave, nemmeno si porrebbe nel medio periodo, in quanto si afferma che un giorno questi trasporti saranno economici e sicuri perché sarà inventata una tecnologia che li renderà economici e sicuri. Ne siamo sicuri?

E le infrastrutture? E l’impatto sistemico di questi veicoli sul traffico e sullo spazio ambientale nel suo complesso? E i costi per garantire la sicurezza degli aeromobili? Come si ha la sicurezza che dando questa possibilità non si finirà per decongestionare le strade e congestionare il cielo?

Insomma, oltre ai progressi tecnologici, ci sono molti altri fattori da valutare prima di gridare al miracolo e di poter pensare che le auto volanti risolveranno i tanti problemi di traffico e viabilità che affrontiamo ogni giorno.

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