Folle Guy Martin, pronto a morire per battere record di velocità

L’ex road racer e pilota delle gare con moto classiche sfida se stesso in una missione estrema

Uno dei personaggi più estroversi e tra i più apprezzati del motociclismo moderno a livello globale è senza alcun dubbio Guy Martin. Ex pilota delle moto classiche e ex road racer, negli ultimi anni ha fatto parlare spesso di sé per le esperienze estreme, da urlo, che ha compiuto su due ruote.

È conosciuto per essere uno dei piloti più veloci al mondo, tra le sue sfide ricordiamo ad esempio la riproposizione del celebre salto del film “La Grande Fuga”, ci ha veramente fatto vedere qualsiasi cosa. Sfidando la sorte e il pericolo. Oggi ha un nuovissimo obiettivo, vuole raggiungere la velocità di 300 miglia orarie con una Suzuki Hayabusa (moto appena presentata tra l’altro sul mercato nella sua terza generazione) chiaramente preparata ad hoc per l’occasione.

E proprio lo stesso Guy Martin, l’uomo dei record, ha dichiarato: “Il Tourist Trophy è una corsa estrema, ma dopo un po’ di anni diventa monotono. Si tratta sempre dello stesso tracciato”. Quella che vuole mostrarci oggi è una nuova missione estrema in cui un’altra volta metterà a rischi la sua vita, come ha già fatto in ben altre due occasioni sul Mountain. Eppure non c’è nulla da fare, il ‘basettone’ è alla continua ricerca di nuovi stimoli.

Il famosissimo ex pilota ha già provato lo scorso anno a battere il grande record con la sua Hayabusa, raggiungendo la velocità di 453,8 km/h. Ma non è finita qui, anche nel 2021 si proverà nuovamente, tentando di abbattere il muro delle 300 miglia orarie (che corrispondono a 483 km/h) presso l’aeroporto Elvington Airfield. E sapete cos’ha dichiarato? È pronto a morire pur di riuscire nella sua sfida.

Record di velocità Guy Martin

Guy Martin disposto a mettere a rischio la sua vita per il nuovo record di velocità

Guy Martin continua ad avere voglia di misurarsi con l’impossibile e di superare ogni limite. Una passione innata quella per la sfida con se stesso. E così, dopo aver raggiunto i 454 km/h lo scorso anno a bordo della sua Hayabusa, oggi monta di nuovo in sella, per volare sulle ali del falco pellegrino, per affrontare questa missione, per cui è disposto anche a sacrificare la sua stessa vita.

Ha spiegato infatti: “Sono giunto alla conclusione che quando fai qualcosa del genere, se non sei disposto a morire, è perché non vuoi davvero farla”. Martin comprò la sport tourer giapponese più di tre anni fa, una due ruote già velocissima in versione omologata, che oggi è praticamente quasi irriconoscibile. Le forme sono rimaste le stesse, ma oggi si tratta di una Hayabusa (che in genere vanta un motore quadricilindrico da 1298 cc e 175 CV, in grado di viaggiare fino a 312 km/h) completamente rivisitata con una carenatura speciale e un motore sovralimentato che arriva a sprigionare la bellezza di 830 cavalli di potenza, da brividi.

“Voglio riprovarci e non vedo l’ora. Sono solo 16 secondi ed è solo una questione di tenere i nervi saldi ed essere mentalmente preparato. Quando guido a quelle velocità poi non dormo per due giorni di fila”. Buona fortuna!

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