Una Fiat 500 di marmo spunta nel Po a Torino

Old Lady, è così che è stata soprannominata la Fiat 500 di marmo di Carrara che si trova nel Po, a Torino

Non si parla d’altro in queste ore: nelle acque del Po, nella città di Torino, è stata ‘ritrovata’ una Fiat 500 bianca realizzata in marmo di Carrara. Una vera e propria opera d’arte, il suo nome è Old Lady, ed è stata realizzata dal giovane scultore Nazareno Biondo in scala 1:1.

Un omaggio ad una grandiosa icona Fiat, un simbolo di un passato che è stato davvero determinante per il presente che stiamo vivendo, le invenzioni dell’epoca hanno infatti cambiato il corso della storia. Un’opera d’arte che vuole anche sensibilizzare la società futura, ponendo l’accento sull’inquinamento ambientale e sull’importanza di abbandonare lo spreco. Lo scultore ha spiegato: “Due anni di lavoro, da solo, per arrivare al risultato che mira a essere un simbolo e anche la fotografia di un periodo in cui si poteva decidere il futuro delle generazioni successive e che appunto rispecchiasse la nascita di una generazione. Molti di noi sono nati lì dentro, per davvero. A me interessava rappresentare sì l’uomo, ma attraverso i suoi usi, per mostrare a cosa può arrivare la mente umana”.

Old Lady, la nuova 500 bianca in marmo, è protagonista di “Polvere d’artista”, la mostra dello scultore torinese di 36 anni inaugurata il 3 novembre (fino al 21). L’auto ha infatti lasciato il fiume per essere trasportata all’ex teatro Paesana di Torino, Palazzo Saluzzo Paesana nel Quadrilatero Romano. Da anni Biondo aveva il desiderio di realizzare quest’opera, ma l’idea è stata perfezionata nel tempo “perché autofinanziandomi di solito lavoro a opere più piccole che mi permettono lavori più grandi”.

La Fiat 500 bianca in marmo

Compare a Torino, nel Po, la Fiat 500 in marmo dello scultore Nazareno Biondo

Lo scultore ha dichiarato: “L’opera si collega a tutti gli altri miei lavori, nelle mie sculture ci sono letture critiche alla società e si trattano temi che non sono sempre carini da vedere, ci sono i vizi, la droga, il degrado. Per questo la scelta del posto, così bello di giorno ma dove non andresti mai a passeggiare di notte”. Importanti sia la scelta del luogo, vicino alla Gran Madre, che “rispecchia il contributo della terra”, e del giorno “volevo battezzare la scultura in un momento simbolo, come il Primo Novembre, per rispettare chi ha lavorato e chi si è sacrificato per le generazioni successive”.

Old Lady omaggia la storia di una vettura che ancora oggi fa sognare; è un’opera che nasce per essere condivisa, l’autore vorrebbe renderla non riproducibile e quindi “autentica, che potrebbe poi sparire. Perché non possediamo niente di materiale, è meglio che lo spirito non possieda nulla. L’arte è per tutti e di tutti”.

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