L’Alfa Romeo Spider che fece innamorare Roger Taylor dei Queen

Un brano celebre e meritevole di essere citato, I’m in Love with my Car, che parla dell'amore per le donne e motori

Ognuno di noi conosce la nota canzone dei Queen, I’m in Love with my Car, ma forse non tutti sono mai risaliti alle sue origini.

Si tratta di un brano di successo della famosa band, che fece cantare i giovani di tutto il mondo. Fu Roger Taylor a scriverla, probabilmente preso dal fascino della sua Alfa Romeo Spider. Il testo infatti parla di un viaggio meraviglioso in cui la macchina morde l’asfalto, descrive le sensazioni eccezionali che sanno regalare la velocità e i cavalli di potenza del motore. Un’auto da corsa descritta quasi come un oggetto erotico, tanto che le sue linee sinuose vengono paragonate a quelle di una donna stesa sul cofano. Un accostamento tra donne e motori vagamente retrò, nonostante sia una formula che nel mondo del rock funziona ancora oggi, da sempre. Coglie infatti due bellezze in un colpo solo, qualcosa che colpisce l’uomo in maniera eccitante.

Roger Taylor, amante di donne bellissime ed eleganti, scrive questa canzone pensando anche alla sua adorata Alfa Romeo Spider, una vettura che all’epoca era nel suo cuore. Una macchina dal rombo unico, che l’autore cerca di rievocare tra le note di questo pezzo. Quello che dicono le cronache è che l’ispirazione venne da Jonathan Harris, a cui infatti lo dedicò. Nel 1975 l’uomo era assistente negli studi dove stavano registrando i Queen e raccontava in continuazione l’amore viscerale e la passione che provava per la sua Triumph TR4.

Una vera e propria ossessione che il cantante colse e trasformò in una canzone, inizialmente bocciata. Sembrava quasi troppo ardito all’epoca un testo in cui c’erano moltissimi paragoni tra auto e donne e tante allusioni a quello che un uomo desidera fare con un corpo femminile. Alla fine il chitarrista compagno nella band si convinse a dare una chance al pezzo, regalando anche un assolo.

In I’m In Love With My Car c’è una voce lascia immaginare una gamma infinita di colori, una ritmica che impedisce di restare fermi e una serie di cori che ne esaltano le caratteristiche più ruvide. Il racconto si trova pericolosamente in bilico tra l’entusiasmo per l’alta velocità e l’eccitazione alla vista di un corpo nudo. Un rock’n’roll intriso di olio, grasso e sudore che lascia spazio all’amore per donne e motori.

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