100 anni del cavallino da Baracca a Ferrari

Le origini del Cavallino Rampante a 100 anni dalla morte di Francesco Baracca, il primo ad adottarlo

Francesco Baracca frequenta la scuola di cavalleria a Pinerolo dal 1909 al 1910, presso uno dei più prestigiosi reparti dell’Esercito Italiano.

Lo stemma della divisione è un cavallino rampante di colore argento su uno sfondo rosso, che guarda a sinistra, con la coda abbassata. A Francesco Baracca piace molto quel logo, tanto che lo porta con sé, lo rivede con alcune modifiche e lo usa come simbolo personale per rivendicare le sue origini militari e l’amore che prova per i cavalli. È partire dal 1917, quando viene costituita la 91° Squadriglia Aeroplani, che il cavallino inizia ad apparire su uno dei velivoli.

Infatti i caccia più recenti dell’epoca, di cui era fornito il suddetto reparto, venivano personalizzati dai piloti, che applicavano le loro insegne speciali sul lato destro della fusoliera. Baracca quindi decide di inserire il suo cavallino rampante, gli cambia il colore da argento a nero, per farlo spiccare maggiormente.

Nel giugno del 1923 Enzo Ferrari vince il primo Circuito del Savio a Ravenna, guidando la sua Alfa Romeo RL-Targa Florio con Giulio Ramponi. È proprio in quest’occasione che incontra il padre di Francesco, il conte Enrico Baracca, che l’uomo aveva già conosciuto qualche tempo prima nella città di Bologna. Proprio come testimonia un documento scritto dallo stesso Ferrari nel 1985, da quel secondo incontro nacque anche il terzo, stavolta con la madre, la contessa Paolina Biancoli. È proprio la donna a parlare per la prima volta del cavallino rampante del figlio, invitando il costruttore di Maranello a mettere quel simbolo sulle sue auto Ferrari, sostenendo che l’emblema fosse un porta fortuna.

Enzo Ferrari quindi decide di usare il Cavallino Rampante, mantenendo il colore nero ma aggiungendo un fondo giallo canarino, che è il colore di Maranello. Secondo autorevoli testimonianze, l’uomo fece questa scelta anche spinto dall’amore per la poesia di Giovanni Pascoli e dalla sua ammirazione per la figura di Baracca, maturata nel corso dell’adolescenza.

Nel 1927, dopo aver corso per la casa del Portello, Ferrari ne diviene concessionario per l’Emilia-Romagna e le Marche, con sede a Modena. Per due anni è lui a vendere le auto, a organizzare corse e a gareggiare egli stesso su quelle vetture anche ancora non portano il Cavallino. Il simbolo, infatti, si è poi legato a Enzo Ferrari dal 1929, con la nascita della scuderia Ferrari. In Belgio alla 24 Ore di Spa nel 1932 appare il Cavallino Rampante come nuovo logo della scuderia Ferrari; e da qui, con la vittoria parte il mito.

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