Volkswagen Golf R, con 300 CV è la più cattiva di sempre. Foto

Il 2.0 turbo da 300 CV è una furia, contenuta da un telaio con sospensioni elettroniche e dal 4x4

R identifica la versione più estrema della Golf: una due volumi apparentemente tranquilla, sotto la quale si nasconde il motore della GTI potenziato da 220 a 300 CV. Una supercar per tutti i giorni, buona per la stagione sciistica grazie alla trazione integrale, ma anche al più caotico traffico cittadino. Con cambio automatico a doppia frizione DSG e assetto regolabile (da comfort a sport), la tedesca si adatta infatti a ogni richiesta e condizione, come abbiamo verificato personalmente sui ghiacci della Svezia. 
 
L’apparenza tranquilla, in verità un po’ fredda, la Golf R la deve al filo cromato che sottolinea la mascherina e i fari anteriori, alle calotte degli specchi color argento satinato e ai fari posteriori bruniti. Un look persino più sobrio di quello della GTI, bordata qua e là di rosso. A rimettere le cose a posto, a far capire cioè di che pasta è fatta, sulla Golf R ci pensano le minigonne laterali che accarezzano l’asfalto, la doppia coppia di scarichi e i cerchi parzialmente bruniti da 18”.
 
Se l’esterno è “freddo”, l’interno non è da meno: una scelta che, viene il sospetto, sia stata presa per facilitare la massima concentrazione del guidatore. Pochi colori, pochissimi contrasti, per un’atmosfera che porta lo sguardo inesorabilmente sulla strada. Un’impressione confermata dalle regolazioni millimetriche e dall’escursione molto ampia sia del piantone di sterzo che del sedile, dalla corona del volante sagomata per la massima presa e dai profili accentuati dei sedili che trattengono il corpo in curva. Per il resto, la Golf è sempre la Golf. Vale a dire materiali di qualità, comandi posizionati esattamente dove ci si aspetta di trovarli e montaggio accurato, che pare destinato a durare a lungo nel tempo. 
 
Come detto, il motore è lo stesso della GTI, a cui sono stati però sostituiti o modificati molti componenti fondamentali (tra cui valvole e turbocompressore). Un lavoro non indifferente che ha dato i suoi frutti. Non solo in termini di CV – 300 – ma, soprattutto ,di erogazione: la potenza massima viene toccata a 5.500 giri e rimane costante fino a 6.200: doti che sul ghiaccio svedese su cui si è svolto il test drive non abbiamo potuto valutare a fondo, ma che danno l’impressione di esserci eccome. Capitolo guidabilità: quando il grip è praticamente assente, la tedesca riesce a trasmettere al suolo un bel po’ di spinta. Il merito è sicuramente dei pneumatici chiodati utilizzati, ma anche della rapidità della trazione integrale nell’inviare coppia alle ruote con maggiore aderenza.
 
Costa tanto, la Golf R. 40.900 euro. Addirittura più della “gemella” Audi S3 (38.670 ) che può contare sullo stesso motore, cambio e trasmissione. Tra gli optional principali del listino VW, non manca il cambio DSG (1.900 euro), i cerchi in lega da 19” (990) e il “sistema di protezione proattivo”, comprensivo si pretensionamento cinture anteriori, chiusura tetto panoramico e cristalli laterali in caso di sbandamento (148). Della dotazione di serie fanno parte, tra gli altri, assetto regolabile DCC, fari adattivi bixeno con luci diurne a led e navigatore Discover Media.

(a cura di OmniAuto.it)


 

Fonte: Ufficio Stampa

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