Seat punta ai giovani: ecco l’auto ideale per i millennial

Intervista a Vincenza Magliocco, direttrice marketing di Seat Italia

“Perché loro, allora noi”. È questo il claim della nuova campagna pubblicitaria di Seat che punta direttamente al pubblico dei più giovani, i millennial compresi tra i 18 e i 34 anni.

Seat è il marchio di auto preferito dai più giovani che scelgono la Leon come regina. Ed è su questo aspetto che il marchio spagnolo va a costruire la sua strategia, dialogando direttamente con i più giovani e condividendone i valori oltre agli aspetti più funzionali dell’auto.

Il focus di Seat non è solo rivolto ai giovani, ma anche all’ambiente con la sua prima auto elettrica, la Seat El Born, che uscirà il prossimo anno, ma anche con l’ampia gamma di veicoli a metano, su tutte la nuova Arona appena lanciata.

In occasione della Milano Design Week, abbiamo parlato di millenial e delle strategie di Seat con la direttrice del marketing per l’Italia, Vincenza Magliocco.

Chi sono i millennial ai quali vi rivolgete?

Quando abbiamo iniziato a pensare alla campagna, abbiamo focalizzato l’attenzione a quello che era il nostro core target di clienti. Siccome Seat è il marchio in Europa con il target di clienti più giovane in assoluto (da circa 10 anni in Europa e 7 in Italia), abbiamo voluto capire meglio i millennial e quindi abbiamo fatto una serie di studi volti a capire quali sono le loro aspirazioni, le loro idee, le loro passioni.

Quindi abbiamo voluto promuovere le loro idee di andare avanti, di una mobilità aperta alla creatività e all’ideazione di nuovi servizi e di nuove applicazioni proprio perché abbiamo visto che i clienti giovani (i millennial, in generale quelli tra i 18 e i 34 anni) oramai hanno una vita completamente digital, usufruiscono di informazioni molto volatili, fresche e dinamiche. Per questo, abbiamo voluto promuovere questa apertura verso il futuro e andare contro lo status quo che non ci appartiene.

In realtà Seat è la marca che in assoluto vende di più ai millennial e su alcuni modelli come la Leon abbiamo una percentuale di millennial che arriva al 50% che è unica nel settore automotive.

Cosa rende la Leon l’auto adatta per i più giovani?

Credo che siano le linee dinamiche della vettura, il fatto che è dotata di una serie di contenuti tecnologici e l’accessibilità del nostro marchio, perché siamo una marca che permette di dare accesso ad una tecnologia all’avanguardia per un pubblico più giovane.

Per andare incontro ai gusti e alle esigenze dei clienti più giovani, è necessario avere anche uno staff giovane in azienda?

Anche. Perché pensare come i giovani e cercare di calarsi nei loro panni è fondamentale. In Seat (sia in Italia che a Barcellona) c’è uno staff di giovani molto nutrito e anche gli ultimi progetti come il Lab di Barcellona. Qui sono stati assunti una serie di giovani per progettare applicazioni e nuove idee di mobilità e creatività. Questa, stimolata giorno per giorno, permette anche di creare cose nuove, contenuti nuovi e modelli di mobilità nuovi.

Voi siete anche molto attenti all’ambiente. Adesso state spingendo sull’elettrico, ma ancora prima sulle auto a metano.

Sì, sicuramente. Al momento abbiamo la gamma a metano più ampia del mercato e abbiamo appena lanciato l’Arona a metano che è l’unico suv a metano. Per noi questa è una scelta consapevole e sostenibile di oggi che permette di ridurre i costi di gestione della vettura e di rispettare l’ambiente attraverso emissioni molto più basse rispetto alle auto tradizionali.

A breve arriverete sul mercato anche con nuovi modelli elettrici. Saranno a portata dei più giovani anche dal punto di vista economico?

Assolutamente sì. Infatti durante la Design Week presentiamo il concept El Born che è la nuova auto elettrica che lanceremo il prossimo anno ed è pensata per essere accessibile ad un pubblico molto più vasto, sia per come è progettata la macchina che a livello di offerta decisamente semplice e facile. I prezzi saranno alla portata dei più giovani che vogliono accedere ad un’auto sostenibile.

Torniamo ai giovani in città. In Spagna avete avviato anche dei progetti di car sharing.

Sì, abbiamo acquistato una compagnia che si chiama Respiro con la quale facciamo tutta una serie di attività di car sharing. Al momento a Madrid per poi fare uno spill-over su altre città europee.

Vi considerate il brand più giovane del gruppo Volkswagen?

In realtà lo siamo. Abbiamo in assoluto i clienti più giovani e loro ci considerano un marchio molto fresco, aperto, che guarda al futuro e non è ancorato al passato, e con il quale si rispecchiano. Questo è un dato: non è solo il fatto che vendiamo ai più giovani, ma è quello che loro ci dicono.

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